Lifeline5 a Gaza: l’incontro con le sofferenze e le ferite degli assediati

Gaza – Speciale InfoPal. Dopo migliaia di chilometri di viaggio, il convoglio umanitario internazionale “Lifeline5” ha fatto ingresso nella Striscia di Gaza assediata, attraversando il confine con l‘Egitto.

Ad attendere le delegazioni internazionali, giunte per contribuire alla rottura dell’illegale assedio imposto da Israele su Gaza, c’era un’enorme folla di palestinesi – gli “eroi”, come verranno definiti dagli internazionali nei vari interventi.

Lacrime di gioia. Per gli attivisti internazionali che entrano a Gaza vittoriosi, ci sono lacrime di felicità: sfilando per le strade polverose della Striscia di Gaza hanno urlato “Libertà per Gaza”, e la popolazione li ha accolti con calore.

Nella conferenza stampa di benvenuto, in molti tra i membri delle varie delegazioni del convoglio hanno espresso pubblicamente la solidarietà internazionale alla base della missione e tutti hanno voluto veicolare a Gaza il sentimento dei popoli europei per i palestinesi assediati.

Attivisti torinesi: 'Il blocco crollerà'. A ribadire l’ingiustizia dietro l’assedio su Gaza, tra le delegazioni era presente anche un gruppo di attivisti proveniente dalla città italiana di Torino i quali promettono, “l’assedio sarà abbattuto una volta per tutte”. La solidarietà italiana è impegnata a pieni ritmi per svelare la brutalità dell’occupazione israeliana su Gaza e per porre fine all’assedio.

Tutti i gruppi provengono da 30 Paesi arabi, africani ed europei: soccorso medico, materiale per le scuole e gli studenti per un valore totale di oltre 5milioni di dollari: l’intero carico ha viaggiato su circa 140 camioncini.

Una visita ufficiale lunga tre giorni. In qualità di vice Presidente del Comitato internazionale per rompere l'assedio su Gaza, Mohammed Sawalha, ci ha esposto alcuni particolari del soggiorno – della durata di tre giorni – delle delegazioni parte del convoglio.

“Ci saranno visite nelle zone devastate e sottoposte a situazioni di maggior disagio, saremo in ospedali e scuole, incontreremo rappresentanti di governo e consegneremo gli aiuti portati dall’estero”.

All’unanimità, tutti gli internazionali hanno elogiato la determinazione della popolazione di Gaza, ribadendone il carattere eroico nel resistere all’assedio, alla permanente chiusura dei valichi di frontiera e che dimostra ogni giorno una capacità di sopravvivenza di fronte alle peggiori avversità: non hanno materiali e beni di base. Sono stati privati della libertà e della dignità.

Sawalha ha esposto pure lo stato dell’organizzazione di Freedom Flotilla2, che potrebbe salpare verso Gaza nel marzo 2011 e ha ricordato con rammarico la grande assenza dell’ex parlamentare britannico George Galloway al quale, insieme ad altri 17 internazionali, l’Egitto aveva vietato l'attraversamento sul proprio territorio.

Le visite di Lifeline5 sui luoghi della distruzione. Dalle prime ore di ieri mattina, 22 ottobre, le delegazioni di Lifeline5 hanno cominciato una serie di viste e sopralluoghi ai siti maggiormente colpiti nella guerra israeliana, l’operazione “Piombo Fuso” risalente al 2008-2009.

Lo sgomento degli ospiti è stato palese davanti ad una crisi umanitaria persistente ancora a distanza di tempo.

Amarezza e rifugio dal freddo dell’inverno, convivere tra umiliazione e divieti. Da quattro anni, Israele non permette l’introduzione di alcun tipo di materiale da costruzione nella Striscia di Gaza.
L’eccezione risale a quattro mesi fa quando all’Unrwa fu permesso l’approvvigionamento di questo materiale in quantità limitate.

Tutti hanno rivolto il proprio appello all’Egitto perché da parte sua permetta la ripresa e lasci passare materiali da costruzione. Affinché non collabori con l’assedio israeliano su Gaza.

Rompere l’assedio: Haniyah chiede “impegno costante”. Dopo le visite sul campo condotte nella mattinata di ieri, i fedeli musulmani, tra i partecipanti di Lifeline5, hanno partecipato alla preghiera del venerdì presso la moschea del campo profughi di ash-Shati, dove li ha accolti il discorso del premier Isma’il Haniyah.

Proprio il premier di Gaza ha incoraggiato gli ospiti presenti a proseguire in queste azioni di solidarietà fino alla totale rottura dell’assedio e al ripristino della legalità. Haniyah ha parlato di azioni costanti – via terra, per mare e via aerea. Ufficialmente ha espresso la gratitudine della popolazione di Gaza.

Data la presenza europea al convoglio, Haniyah ha chiamato in causa anche i rispettivi governi, chiedendo di adottare misure efficaci per abbattere l'embargo che – da oltre quattro anni – soffoca un’intera popolazione.

La visita alla sede del Clp, danneggiata da Israele. A seguire, c’è stata una visita presso la sede del Consiglio legislativo palestinese (Clp), edificio devastato da Israele. Qui, ad accoglierli c’era il vice presidente Ahmed al-Bahar che ha esposto le distruzioni materiali inflitte ai compound governativi nel corso della guerra israeliana. Bahar si è anche soffermato a lungo sull’emergenza che riguarda la condizione dei propri colleghi in Cisgiordania: tra soprusi e violazioni.
“Intrappolati e segregati dal resto del mondo, non svenderemo né cederemo la propria dignità”, ha concluso Bahar.

Lifeline5 è nella Striscia di Gaza, ma prima di lasciare – per ora – il territorio palestinese assediato, le sue delegazioni hanno ancora numerosi appuntamenti prima della partenza, prevista domani, 24 ottobre.

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