Logoramento diplomatico e forti tensioni, ma che dire del genocidio?

MEMO. Di Ramona Wadi. Chiunque ascolti i funzionari europei parlare di Gaza potrebbe pensare che l’unico problema che l’enclave sta affrontando sia l’interruzione nella distribuzione degli aiuti umanitari. Il diritto internazionale, tuttavia, descrive molto chiaramente ciò che sta accadendo a Gaza – il genocidio – quindi perché l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, Josep Borrell, non può essere più chiaro e preciso a proposito di ciò che deve essere denunciato e agire per prevenirlo?

“L’Unione Europea esorta Israele a porre fine immediatamente alla sua operazione militare a Rafah”, ha affermato Borrell. “L’operazione sta ulteriormente interrompendo la distribuzione degli aiuti umanitari a Gaza e sta portando a nuovi sfollamenti interni, esposizione alla carestia e alla sofferenza umana”. L’enfasi sugli aiuti umanitari, sebbene necessaria, è anche una posizione di facciata per Israele che utilizza la privazione degli aiuti come parte delle sue azioni genocide. Da nessuna parte Borrell collega il genocidio alle violazioni del diritto internazionale compiute da Israele. Invece, il capo degli affari esteri dell’UE resta tranquillamente in disparte come spettatore, assicurandosi che il genocidio rimanga legato esclusivamente alle atrocità della Seconda Guerra Mondiale.

E per sottolineare ulteriormente fino a che punto l’UE abbia assunto questo ruolo di spettatore, Borrell ha continuato dicendo: “Se Israele continuasse la sua operazione militare a Rafah, ciò provocherebbe inevitabilmente grande tensione nel rapporto tra UE e Israele”. Nemmeno una rottura delle relazioni diplomatiche di fronte al genocidio, ma solo una grande tensione. Questo sarà altrettanto inutile come avvertimento quanto lo è stato il rapporto dettagliato del Dipartimento di Stato americano sull’uso da parte di Israele delle armi fornite da Washington, subito seguito dalla notizia che l’amministrazione Biden invierà a Israele altre armi per un valore di 1 miliardo di dollari. E poiché il rapporto si contraddiceva in ogni pagina, l’impunità per Israele è stata prolungata.

“In termini di diplomazia, le azioni dell’UE sono identiche alle macchinazioni degli Stati Uniti”.

Mentre vengono lanciati deboli avvertimenti sugli aiuti umanitari, i coloni israeliani attaccano i convogli e distruggono gli aiuti per impedire che raggiungano i palestinesi, mentre i soldati restano a guardare. E quando le prove sono così facilmente accessibili, è impossibile non notare che lo stato e i coloni sono complici nel genocidio dei palestinesi a Gaza.

Nel frattempo, in un discorso tenuto alla Stanford University, Borrell ha continuato il doppio gioco degli Stati Uniti creando un’altra narrazione: “Vedo una certa stanchezza da parte degli Stati Uniti nel continuare a impegnarsi nella ricerca di una soluzione”. Gli Stati Uniti non sono stanchi. Al contrario, stanno lavorando per raggiungere lo stesso risultato finale che vuole Israele: il completo sterminio dei palestinesi a Gaza. In tempo di genocidio, come in passato è accaduto con la normalizzazione della violenza coloniale, i diplomatici sono esperti nel far sì che tutto rientri nella loro agenda.

Gli Stati Uniti sarebbero stanchi. Non consentire l’arrivo degli aiuti umanitari metterà a dura prova le relazioni. Ma che dire dei palestinesi? Com’è possibile che gli attori esterni richiedano oneri e fatica quando la loro politica è parte integrante del genocidio di Israele contro i palestinesi? Le uniche affermazioni che l’UE e gli Stati Uniti possono avanzare in questa narrazione riguardano la loro complicità. Oltre a ciò, spostare l’attenzione lontano dai palestinesi non farà altro che rafforzare ulteriormente il genocidio. È quindi opportuno chiedersi se l’UE e gli Stati Uniti vogliono che il genocidio a Gaza continui. Parlare delle precedenti violazioni del diritto internazionale da parte di Israele andandoci con i piedi di piombo già era deprecabile. Ora che Israele sta commettendo un genocidio, parlare di tensione e stanchezza è anche molto peggio. Va oltre il disprezzo.

Traduzione per InfoPal di Aisha T. Bravi