L’on. Mansur: no alle interferenze straniere nel dialogo interpalestinese.

Gaza – Infopal. L’on. Mona Mansur, membro del Consiglio legislativo palestinese per la provincia di Nablus, ha affermato che, se si vorrà che le sedute del dialogo del Cairo si concludano con successo, bisognerà attenersi alle visioni palestinesi “pure”, lontano dalle condizioni e dai dettami dell’Occidente.

Le dichiarazioni, rilasciate al giornale Falastin, riguardano gli ultimi sviluppi del dialogo nazionale e il proseguimento degli arresti politici da parte delle forze di sicurezza dell'Anp di Ramallah, che avvengono in contemporanea alle aggressioni militari dell’occupazione e all’estensione del colonialismo in Cisgiordania e nella città di Gerusalemme.

Per quanto riguarda le trattative inter-palestinesi, la Mansur ha commentato: “Non c'è da stupirsi che il dialogo nazionale venga rinviato prima di giorni e poi di settimane: la questione non è semplice, bisogna soffermarsi su ogni punto, e purtroppo qualcuno mette ancora i bastoni tra le ruote nel tentativo d’imporre dettami e condizioni esterne ai movimenti di Hamas e del Jihad Islamico: il riconoscimento d’Israele e degli accordi stipulati dall'Olp”.

“Se davvero vuole raggiungere la riconciliazione – ha proseguito il deputato – , il movimento di Fatah deve proporre un progetto nazionale basato sulla consacrazione dei sacrifici dei prigionieri e dei martiri palestinesi e sul rifiiuto di qualsiasi richiesta, a costo di essere boicottati da tutti. I tentativi da parte del mondo occidentale di premere sul popolo palestinese spingendo sul tasto della sopravvivenza sono spregevoli, e confermano il suo decadimento morale e la falsità della sua democrazia”.

Quanto al nuovo esecutivo palestinese, costituito in Cisgiordania al di fuori degli accordi tra Fatah e Hamas, la Mansur ha dichiarato: “La formazione del nuovo governo da parte di Mahmud ‘Abbas, in un momento del genere, è un colpo a ogni tentativo di dialogo. A mio avviso, questo governo è come quelli precedenti: non ha alcun valore poiché non si basa sul diritto palestinese, né ha ottenuto la fiducia del Consiglio legislativo palestinese, il quale d’altronde è paralizzato dall’occupazione e da alcuni partiti palestinesi”. 

Arresti politici. Mansur ha espresso inoltre meraviglia per ciò che è stato detto da alcuni membri del movimento di Fatah e delle forze di sicurezza, secondo i quali non ci sarebbero prigionieri politici in Cisgiordania, e ha chiesto ai partecipanti ai negoziati del Cairo di prendere in considerazione gli oltre 450 detenuti che stanno soffrendo in carcere.  “Un dialogo – ha aggiunto – non può avere successo se non viene preceduto dal rilascio di tutti i prigionieri politici in Cisgiordania: questo gesto da solo sarebbe sufficiente a creare un’atmosfera ottimista”.

Il deputato ha anche invitato tutte le personalità patriottiche palestinesi e “i membri onesti” del movimento di Fatah a uscire dal silenzio, esprimere il loro rifiuto nei confronti della politica di arresti in Cisgiordania e lavorare insieme per la liberazione di tutti i palestinesi rinchiusi nelle prigioni israeliane, prima di considerare il dialogo fallito o riuscito. 

Passando ad un’altra questione collegata, la Mansur ha sottolineato la necessità che nessuno, comprese le fazioni palestinesi e la leadership politica in Cisgiordania e Gaza, rimanga indifferente al processo di ebraicizzazione che stanno subendo la città di Gerusalemme e altre zone della Cisgiordania per mano delle forze di occupazione e delle bande di coloni, libere di girare nel piazzale della moschea di al-Aqsa senza che nessuno muova un dito, secondo le parole del deputato: “Israele sta cercando di sfruttare l’impegno palestinese per realizzare i progetti che lo stato sionista ha in serbo fin dalla sua nascita, e ha trovato l'ambiente adatto, dato che le divisioni palestinesi si stanno approfondendo, le forze di sicurezza dell’Anp in Cisgiordania hanno debellato la Resistenza e gli arabi si occupano di questioni inutili, dimenticando la moschea di al-Aqsa e la Palestina”.

Ha inoltre espresso il timore che l’occupazione, nel suo tentativo di prendere il controllo su Gerusalemme, possa commettere un massacro nella moschea di Al-Aqsa e in tutta la Città Santa con i suoi scavi sotterranei (che rischiano di far crollare la moschea), e che cerchi poi di dare la colpa a fattori naturali.

L’on. Mansur ha infine messo in guardia sugli abusi coloniali in Cisgiordania, vale a dire sull'espansione di molti insediamenti, sulla confisca di migliaia di ettari di terreni agricoli e sulle gare d'appalto per la costruzione di nuove colonie, e ha aggiunto: “Israele trascura tutte le leggi e le risoluzioni internazionali, e si continua a chiedere al movimento di Hamas di riconoscere questa entità statale, e a portare avanti delle trattative che sono diventate strumento di distruzione, e non di ricostruzione, per i territori palestinesi”.

 

 

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