Londra esprime preoccupazione per la diminuzione del rifornimento di carburante alla Striscia di Gaza. I dati del disastro umanitario.

Londra – Quds Press/Infopal

Il governo britannico ha espresso la propria preoccupazione per la decisione del governo israeliano di diminuire i rifornimenti di carburante alla Striscia di Gaza.

In una dichiarazione congiunta rilascia martedì, il ministro degli esteri, David Milband, e il ministro dello sviluppo Douglas Alexander, si sono detti "molto preoccupati per la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, e in particolare per le notizie secondo cui il governo israeliano ha diminuito il rifornimento di carburante alla Striscia di Gaza e sta pensando di tagliare la corrente elettrica, come reazione agli attacchi missilistici contro Israele".

I due ministri britannici hanno aggiunto: "Capiamo la difficile scelta che deve affrontare Israele; condanniamo con forza gli attacchi missilistici che costituiscono un pericolo giornaliero per la vita degli israeliani; rimaniamo fermi nella nostra posizione di garantire la sicurezza di Israele; riconosciamo il suo diritto all’autodifesa. Tuttavia, le decisioni assunte per rispondere agli estremisti che praticano la violenza devono essere in armonia con la legge umanitaria internazionale: non devono far soffrire i civili innocenti".

I due ministri hanno chiarito di aver chiesto al governo israeliano di rispettare le norme umanitarie internazionali", e che questo "li ha tranquillizzati", affermando che "cercheremo di evitare il deterioramento della situazione umanitaria a Gaza".

I due ministri hanno evidenziato "la necessità di spianare le difficoltà per riaprire i passaggi che portano alla Striscia di Gaza, non solo per permettere l’accesso dei generi alimentari, ma per il commercio e per il transito degli abitanti" e hanno invitato tutte le parti "ad assumere le proprie responsabilità per risolvere questo problema".  

La "presa di posizione" britannica giunge dopo il voto del Consiglio per la sicurezza del governo israeliano, il 19 settembre, che definisce la Striscia di Gaza “entità nemica”, con la scusa dei ripetuti lanci di missili da Gaza contro le cittadine israeliane al confine con la Striscia.

Il Consiglio per la sicurezza ha approvato la diminuzione del rifornimento del carburante alla Striscia di Gaza. Israele garantisce il 60% dei rifornimenti dell’energia a Gaza: diminuirli significa privare centinaia di migliaia di abitanti di Gaza dei servizi di acqua potabile e di scarico. Questo porterà a conseguenze umanitarie disastrose.

Alcuni dati

La Striscia di Gaza è popolata da un milione e mezzo di abitanti, la Cisgiordania da due milioni e mezzo.

Il 72% dei bambini e il 32% delle donne gravide a Gaza sono malnutriti (secondo i sondaggi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, effettuati a aprile 2007).

Il 70% delle case nei territori palestinesi non è collegato alla rete fognaria. Il 34% non è nutrito sufficientemente.

La disoccupazione nei territori occupati è al 28%, mentre nella Striscia di Gaza è al 35%.

 

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