L’Onu mette Israele sotto accusa

Infopal. Bersagli Onu sono stati colpiti intenzionalmente dal fuoco israeliano: è stato rivelato da un rapporto delle indagini svolte sulla distruzione di alcune proprietà e di una parte delle attrezzature dell’Unrwa durante la guerra israeliana nella Striscia di Gaza. L’attacco, oltre a provocare grossi danni, avrebbe anche causato dei morti.

Il rapporto, indipendente dall’inchiesta del Consiglio per i Diritti Umani, tuttora in corso, ha investigato solo sulle responsabilità d’Israele riguardo al danneggiamento di beni e risorse appartenenti all’ONU durante il conflitto. Nel testo viene suggerito l’intervento giudiziario contro lo stato sionista per l’intenzionalità delle sue azioni, ma non si parla di accuse per crimini di guerra.
Gli inquirenti hanno ottenuto il mandato dallo stesso Segretario Generale ONU Ban Ki-Moon, nonostante questi sembri aver scelto di non agire in conseguenza delle loro rivelazioni. Ki-Moon ha presentato ieri la propria versione del rapporto al Consiglio di Sicurezza. In particolare, secondo fonti media dell’ONU, il Segretario Generale avrebbe omesso due suggerimenti contenuti nel testo e riguardanti gli incidenti causati dall’uso di fosforo bianco. Israele, da parte sua, ha definito il rapporto “severo e di parte”. I media israeliani l’hanno condannato infatti per non citare quella che definiscono “l’attività terroristica di Hamas” a Gaza durante la guerra, anche se il suo obiettivo era solo quello d’indagare sui danni causati agli edifici ONU dalle armi d’Israele. Oltretutto, nessun edificio è stato colpito da Hamas, né da altre fazioni militanti palestinesi.
Alcune fonti hanno riferito che, in una riunione tenutasi immediatamente dopo la pubblicazione preliminare della relazione, Israele ha stabilito che ricorderà al mondo “che Hamas è un’organizzazione terroristica che ha provocato la guerra e ha operato sia tra la popolazione civile, sia nelle vicinanze delle proprietà dell’ONU, lanciando migliaia di razzi contro Israele.”

 

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