L’ospedale al-Shifa testimone delle sofferenze dei bambini di Gaza

Gaza – Infopal. Appena si mette piede nell’ospedale al-Shifa, nella città di Gaza, si sentono i lamenti dei malati e dei feriti, le grida di bambini anche piccolissimi, i cui corpicini non sono stati risparmiati dai missili dell’occupazione israeliana. Basta uno sguardo al reparto di pediatria: uno piange dal dolore, un altro non riesce a parlare a causa della mascella rotta, un terzo è muto perché è entrato in coma.

Frattura al cranio. In un letto nel reparto di pediatria dell’ospedale al-Shifa si trova il piccolo Sajed Abdelhamid, di soli tre anni, completamente ammutolito. La sua tenera età non lo ha salvato dalle bombe israeliane: un carro armato dell’occupazione ha bombardato la casa vicino alla sua, nella zona di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza, facendo crollare un muro che gli ha fratturato il cranio.

Sulle sue condizioni il medico Mohammad Awad ha riferito al corrispondente di Infopal.it: “Il bambino è arrivato in ospedale in coma, ferito alla testa e con la bava alla bocca. Le radiografie mostrano una vasta frattura al cranio che ha causato la coagulazione del sangue nella zona dell’occhio. Gli faremo un esame accurato al cervello. Per ora resta sottocontrollo, poi verificheremo le sue condizioni”.

Strappo ai reni. Le grida di dolore che provengono da poco distante sono quelle di Haitham, un bambino di dieci anni. Soffre di uno strappo ai reni, a seguito del bombardamento scatenato dagli aerei israeliani nei pressi della sua semplice casa, nel campo profughi al-Shati, a ovest della città di Gaza.

Uno dei parenti ha raccontato che “la situazione nella zona era molto pericolosa a causa dei continui bombardamenti israeliani. Siamo stati costretti a uscire di casa. Haitham era davanti ed è stato scaraventato a terra da una bomba. Gli è caduto sopra un pezzo di cemento che gli ha fatto perdere i sensi. È stato poi trasferito in ospedale, dove hanno scoperto uno strappo ai reni che richiede un’operazione chirurgica. Non siamo riusciti a parlargli, talmente aveva male”.

Il gioco della morte. Mahmud Islim, di 12 anni, non si rendeva conto invece, mentre giocava a biglie con i suoi cugini, di giocare con la morte. La casa vicino alla sua, che si trova in via al-Yarmuk, al centro della città di Gaza, è stata colpita dai missili israeliani, che hanno ucciso la moglie di suo zio insieme a quattro figli. La casa di Mahmud è stata distrutta parzialmente, e sono rimasti feriti suo padre e altri membri della famiglia, tutti trasportati in ospedali egiziani. Mahmud è stato colpito su tutto il corpo da schegge e frantumi, che gli hanno anche rotto la mascella inferiore e diversi denti.

Mahmud, con il dolore dipinto sul volto, ha raccontato al corrispondente di Infopal.it: “Stavo giocando con i miei cugini nella via davanti a casa nostra. All’improvviso abbiamo sentito una grande esplosione e ho visto un fuoco, poi la polvere ha coperto la zona. Dopo non so cosa sia successo, mi sono svegliato all’ospedale con tanto dolore da non riuscire a muovermi”. Ha poi aggiunto: “Spero che Dio mi faccia guarire per poter tornare a scuola e diventare ingegnere, e per vedere i miei famigliari e i miei amici”.

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