L’uso dei droni negli attacchi contro Gaza: territorio per i test israeliani

PressTv. Il Centro palestinese per i diritti umani (Pchr) sostiene che negli attacchi aerei contro la Striscia di Gaza Israele stia utilizzando droni. 

Secondo le ultime notizie provenienti da gruppi per i diritti umani, Israele ha schierato droni per lanciare attacchi o per individuare bersagli da colpire con elicotteri Apache o aerei da guerra F-16.

Negli ultimi cinque anni, almeno 825 palestinesi, principalmente civili, inclusi donne e bambini, sono stati uccisi a seguito degli attacchi condotti con l'uso di droni nella Striscia di Gaza.

Da Pchr, Hamdi Shaqqoura, ha affermato: “Avendo un'esperienza quotidiana di droni, è una delle cose rispetto alla quale siamo maggiormente preoccupati. I droni hanno ucciso centinaia di civili a Gaza, inclusi donne e bambini”.

Sono stati pesantemente usati nella guerra dei 22 giorni del 2008 (Operazione Piombo Fuso), quando 1.400 palestinesi, principalmente civili, furono assassinati nella Striscia di Gaza, e migliaia furono feriti. 1,6miliardi di dollari è la stima dei danni all'economia del territorio.

Medhat 'Abbas, direttore generale dell'ospedale di ash-Shifa', ha riferito: “Quando arrivano le vittime, molte sono già decedute, e quando non sono gravemente ferite, sono decapitate. A causa di questa tipologia di armi restano decapitati molti bambini. Sono armi proibite internazionalmente”.

Sono in molti gli analisti a sostegno della tesi secondo la quale Washington e Tel Aviv collaborino per lo sviluppo di aerei a controllo remoto, e c'è chi sostiene che la Striscia di Gaza venga utilizzata da Israele come territorio per testare le proprie armi.

Secondo l'analista politico Haidar 'Eid “Fatti come questi riflettono la natura dello Stato coloniale di Israele, il quale intende sbarazzarsi di quanti più nativi possibili, e intende trasformare Gaza in un territorio dove condurre i propri esperimenti scientifici e nucleari”.

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