Mahmoud Abbas in Arabia Saudita

Una delegazione palestinese composta dal Presidente dell’AP Mahmoud Abbas, dal capo della squadra dei negoziatori Ahmad Qoreia e dal deputato Nabil Shath, è stata accolta a Riyadh dal Ministro degli Esteri, Saud al-Faisal, prima di essere ricevuta da Re Abdullah. Re Abdullah e Mahmoud Abbas hanno discusso degli sforzi fatti verso una soluzione giusta e comprensiva che garantisca al popolo palestinesi il diritto ad uno stato indipendente in Palestina con capitale a Gerusalemme, sulla base dell’iniziativa di pace intrapresa dagli stati arabi in linea con le Risoluzioni internazionali. Il Presidente dell’AP ha esposto a Re Abdullah gli sviluppi della questione palestinese nonché i preparativi in atto per la conferenza di pace che si terrà ad Annapolis, USA. Fonti informate riferiscono che Mahmoud Abbas avrebbe informato il sovrano saudita del suo scetticismo riguardo alle prospettive di successo dell’imminente conferenza – e ciò in considerazione della posizione israeliana. All’incontro di Riyadh ha partecipato anche Jamal al-Shobaki, l’ambasciatore palestinese in Arabia Saudita. Al-Shobaki riferisce che il Presidente palestinese "ha confermato ai suoi interlocutori sauditi l’insoddisfazione, da parte palestinese, con la posizione degli israeliani che non hanno offerto alcun elemento che potesse fare sperare in un esito positivo della conferenza di Annapolis". Al-Shobaki conferma altresì che la posizione israeliana sarebbe rimasta negativa a meno che non ci fosse un intervento da parte degli USA che spingesse Israele verso il rispetto dei principi di una futura intesa, cioè la Road Map e l’iniziativa di pace proposta dai governi arabi sulla base delle Risoluzioni internazionali.
 
Dopo la breve visita in Arabia Saudita, il Presidente palestinese ha proseguito il suo viaggio a diversi paesi arabi, in cerca di sostegno alla posizione dell’Autorità Palestinese. Nel frattempo, il movimento Hamas ha avvertito Mahmoud Abbas delle gravissime conseguenze di un’eventuale rinuncia ai principi della causa nazionale ed alla moschea di al-Aqsa. In occasione della grande manifestazione tenutasi ieri a Gaza, in sostegno alla moschea al-Aqsa di Gerusalemme, Khalil al-Hayyah, un esponente di Hamas, ha dichiarato che "mettiamo in guardia tutto il Medio Oriente ed il mondo intero da qualsiasi passo che toccasse la moschea al-Aqsa od i nostri principi nazionali o che rafforzasse l’assedio in atto allo scopo di piegarci", avvertendo della possibile "esplosione della questione palestinese in tutte le parti del mondo e su tutte le frontiere."
 
Nel frattempo, in vista dell’imminente conferenza di Annapolis, il partito israeliano Shas ha dichiarato che nella riunione con il governo, che si terrà tra due giorni per mettere a fuoco la posizione israeliana, lo Shas chiederà che qualsiasi proposta di dialogo con i palestinesi venga condizionata al riconoscimento ufficiale dell’ebraicità dello stato d’Israele da parte dei palestinesi.

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