Mahmoud, il piccolo prodigioso recitatore palestinese del Corano

 

Khan Younes (Gaza) – Infopal. Mahmoud Ahmed Salama aveva solo quattro anni quando iniziò a distinguersi per l'abilità nella recitazione del Corano.

Incoraggiato dal padre, Mahmoud era riuscito a seguire solo poche lezioni con l'uomo che morì da lì a poco.

Senza l'aiuto di nessuno, Mahmoud, già a 4 anni, apriva e leggeva con una disinvoltura sorprendente il testo sacro.

Oggi, Mahmoud ha 11 anni, e domenica 12 settembre ha partecipato alla cerimonia di premiazione alla presenza di 24 mila recitatori del Corano, provenienti dai vari distretti della Striscia di Gaza.

In nove mesi, dal 12/01/2007 al 31/08/2008, Mahmoud ha avuto l'opportunità di recitare l'intero Corano nella Moschea Abu Dari al-Ghafari a Khan Younes. Ha segnato un record per la sua giovane età.

Dopo aver superato l'esame con una giuria competente, Mahmoud ha ricevuto la licenza ufficiale per recitare il Corano.

Per questo, è stato premiato dal Ministro degli Awqaf e degli affari religiosi e dal premier di Gaza, Isma'il Haniyyah.

La sua famiglia proveniva da Khema, villaggio nella Palestina occupata nel 1948 (Israele), ed entrambi i genitori erano insegnanti.

“Fu mio nonno a comprarmi una copia del Corano, mentre entrambi i miei genitori mi hanno incoraggiato a recitarlo da subito. Anche l'assidua frequentazione della moschea ar-Rahma nelle ore della preghiera mi ha dato lo slancio per ascoltare e imparare a leggere con disinvoltura e correttezza. Ovviamente ho cominciato pian piano. Per questa competizione posso ammettere di avercela messa tutta. Ho sbagliato e mi sono corretto numerose volte”, ci racconta Mahmoud.

Un altro universo

Quanto più si addentrava nella scienza [non si tratta, infatti, di “arte”, ndr] della recitazione coranica, Mahmoud – ci confessa – si rendeva conto della profondità spirituale di quello che stava facendo. Afferma: “Sentivo il coinvolgimento in un altro universo e percepivo di essere molto vicino all'Islam, alla religione e alla verità. Voglio  consigliare alla generazione attuale e a quella futura di fare tesoro del Corano in quanto sorgente di forza e dispensatore della nostra vittoria”.

Lo Shaykh Bilal al-Gharabli è stato una figura chiave per Mahmoud.

“Nei primi sei mesi Mahmoud ha imparato a recitare ben sette parti del Corano, e nel corso dell'estate ha imparato il resto completando l'opera”, ci racconta lo Shaykh.

Nell'arco di poco tempo, Mahmoud si è aggiudicato il titolo di “Mawla” [prestigioso titolo per dotti recitatori del Corano, il quale indica la vicinanza a Dio, ndr].

Mahmoud e la sua famiglia

Umm Mohammed, la madre di Mahmoud, ci riferisce di essere stata sempre in prima linea nel sostenere Mahmoud e nel sollecitarlo a proseguire su questa strada.

“Si sveglia sempre molto presto, non solo per pregare all'alba e al tramonto, ma lo fa con costanza; ama recitare il Corano nella quiete”.

La salute di Mahmoud

Nel suo racconto, Umm Mohammed ci parla della sofferenza del figlio.

“Nato nel 1999, Mahmoud pesava tre chili, e presto scoprirono che aveva una sorta di malformazione al cuore. L'organo vitale del figlio era perforato. Ha subìto un delicato intervento di chirurgia in Israele e un lunghissimo periodo di convalescenza. Mahmoud ha vissuto tempi duri, e si è rifiutato di lasciare la sua stanza per quattro mesi. Intanto acquistava peso, mentre la testa non si sviluppava. Dopo quel periodo, la malattia non ha costituito più un limite. È cresciuto e il suo sguardo è diventato quello di un uomo. Già a quattro anni era bravissimo a recitare il Corano, tant'è che qualcuno iniziò a temere che Mahmoud fosse capace del malocchio. Alla fine, la sua costante presenza in moschea è stata una rassicurazione per la gente”.

Mahmoud e lo studio

Mahmoud si è sempre distinto a scuola, ama la tranquillità e detesta il caos.

La madre sogna per lui la carriera di chirurgo perché la malattia ha segnato la storia della loro famiglia, con la morte del padre e con la malattia di Mahmoud, ma vorrebbe altresì poterlo vedere un grande e rispettato imam.

Come la madre, anche Mahmoud sogna tutto questo.

 

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