Malcontento ai vertici USA per le 600 nuove ‘colonie’ in Cisgiordania.

 

Washington. Il Dipartimento di Stato USA ha espresso ieri le proprie preoccupazioni riguardo al progetto israeliano volto ad espandere uno degli insediamenti ebraici su territorio palestinese in Cisgiordania.

“Abbiamo riferito le nostre forti preoccupazioni al governo d'Israele, e cioè la nostra opinione che questo tipo di attività, specialmente mentre cerchiamo di rilanciare dei negoziati significativi, è controproducente e mina la fiducia tra le parti”, sono le parole del portavoce del Dipartimento Philip Crowley, riportate da AFP.

Com'è stato pubblicato venerdì dal giornale israeliano Haaretz, il governo ha approvato 600 nuove unità abitative a Pisgat Ze'ev, una colonia nei pressi di Ramallah, nell'area che Israele considera parte di Gerusalemme est.

“Ci è stato riferito che alcuni piani per 600 unità abitative a Pisgat Ze'ev, Gerusalemme est, originariamente depositati nel 2008, sono avanzati nell'iter di approvazione, sebbene abbiamo appreso che il numero è stato ridotto rispetto al progetto originale”, ha precisato Crowley a Washington davanti ai giornalisti.

Dopo aver chiesto inizialmente che Israele fermasse definitivamente l'espansione colonica come condizione per nuove trattative di pace, gli USA hanno cambiato la loro posizione l'anno scorso. Dal canto suo, la leadership palestinese a Ramallah ha annunciato che non riavvierà i negoziati fino al blocco totale degli insediamenti.

“I palestinesi – conferma infatti Crowley – insistono a voler ritornare sul tavolo delle trattative solo nel caso in cui Israele acconsentisse a un congelamento completo della costruzione delle colonie nella Cisgiordania occupata, inclusa Gerusalemme est”.

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