Media israeliani: possibile nuovo accordo per il rilascio di 35 prigionieri israeliani in cambio di 35 giorni di “tregua”

Tel Aviv. Il canale televisivo israeliano Channel 12 ha riferito mercoledì che il direttore del Mossad, David Barnea, ha rivelato al Gabinetto di guerra israeliano un “documento di principi” per un possibile accordo di scambio di detenuti con Hamas, che include, nella prima fase, il rilascio di 35 prigionieri di guerra israeliani nella Striscia di Gaza, in cambio di una tregua di 35 giorni.

Il canale ha riferito che l’accordo “prevede il rilascio di 35 ostaggi sopravvissuti, tra cui donne, feriti e anziani, in cambio di una tregua di 35 giorni, il che significa un giorno di tregua per ogni prigioniero”.

“È possibile poi prolungare la tregua di un’altra settimana, per negoziare l’eventualità di completare la seconda fase dell’accordo, che include il rilascio dei giovani e di tutti coloro che Hamas descrive come soldati”, ha aggiunto.

Il canale ha osservato che “l’essenza della disputa da parte israeliana non è necessariamente il numero di prigionieri di sicurezza [prigionieri palestinesi] che Israele sarà costretto a rilasciare dalle prigioni, ma piuttosto la loro qualità”.

Ha sottolineato che l’accordo “include il rilascio di un gran numero di prigionieri palestinesi che sono stati condannati da Tel Aviv per il coinvolgimento in attacchi che hanno portato all’uccisione di israeliani”, aggiungendo che il rilascio di questi prigionieri palestinesi “sarà difficile da digerire per l’opinione pubblica e i politici”.

“La discussione in Israele non riguarda solo la questione del numero di prigionieri che verrebbero rilasciati, ma anche quali prigionieri verrebbero rilasciati. Si tratta di una questione molto importante che influenzerà l’accettazione dell’accordo”.

Channel 12 ha confermato che, finora, non c’è alcun accordo sul numero di prigionieri palestinesi che saranno liberati.

Hamas ha ricevuto i termini principali dell’accordo, ha riferito l’emittente televisiva, aggiungendo che Israele sta aspettando una risposta dalla fazione della resistenza palestinese.

Martedì, il capo dell’Ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyah, ha annunciato che il movimento aveva una proposta di cessate il fuoco avanzata dopo i colloqui di Parigi e che l’avrebbe studiata.

Il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth ha riferito mercoledì che Hamas “insiste che il prossimo accordo includa tre prigionieri palestinesi noti, di cui solo uno è un membro del movimento”.

Il giornale ha sottolineato che nella lista che Hamas vuole presentare, “ci sono grandi nomi in grado di cambiare il volto dell’Autorità Palestinese, tra cui il leader di Fatah Marwan Barghouti, che, secondo l’ultimo sondaggio d’opinione condotto in Cisgiordania, è il candidato preferito per guidare l’Autorità dopo Abu Mazen [il presidente palestinese Mahmoud Abbas]”.

Barghouti, che venne arrestato da Israele nel 2002, sta scontando cinque ergastoli e 40 anni di carcere con l’accusa di aver pianificato operazioni in cui sono stati uccisi cinque israeliani e altri sono rimasti feriti.

“Il secondo nome su cui Hamas insiste è quello di Ahmed Saadat, segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, che aveva pianificato l’assassinio del ministro Rehavam Ze’evi nel 2001”, ha aggiunto il giornale. Secondo il giornale, Israele ha rifiutato di rilasciare Saadat nell’ambito dell’accordo di scambio dei prigionieri di Shalit nel 2011.

“Saadat, come Barghouti, è considerato un’importante figura popolare nella società palestinese”.

La terza figura nota è stata indicata come “Abdullah Barghouti, membro di Hamas e uno dei leader dell’ala militare dell’organizzazione in Cisgiordania”. Abdullah Barghouti sta attualmente scontando una condanna all’ergastolo e di altri 67 anni, una pena “senza precedenti” in Israele, secondo il giornale.

Domenica si è tenuto un incontro nella capitale francese, Parigi, con la partecipazione di Israele, Stati Uniti, Egitto e Qatar, per discutere un accordo per uno scambio di prigionieri e per fermare la guerra a Gaza, da svolgersi in tre fasi, secondo fonti palestinesi e statunitensi.

(Fonte: MEMO).

Traduzione per InfoPal di F.H.L.