Medici Senza Frontiere: la situazione umanitaria nella Cisgiordania occupata è “estrema”

Cisgiordania occupata – MEMO. Il gruppo Medici Senza Frontiere ha definito come estrema la situazione umanitaria nella Cisgiordania occupata da Israele, in particolare a Jenin, a causa delle continue aggressioni dello Stato d’occupazione contro i palestinesi.

“La situazione oggi in Cisgiordania ed in particolare a Jenin è estrema”, ha spiegato il coordinatore dell’organizzazione a Jenin, Luz Saavedra. “Assistiamo ad una significativa ripresa della violenza contro i civili, che è aumentata rapidamente dal 7 ottobre”. Gli attacchi all’assistenza sanitaria sono aumentati drasticamente e sono diventati sistematici, ha sottolineato. Anche le strade e le infrastrutture, come le condutture idriche e i sistemi fognari, sono state distrutte.

“Nelle ultime settimane”, ha aggiunto Saavedra, “le forze israeliane hanno assediato diversi ospedali a Jenin, creando un impedimento diretto all’assistenza sanitaria, e hanno persino sparato ad un adolescente nel complesso dell’ospedale Khalil Suleiman, uccidendolo. L’ostruzione dell’assistenza sanitaria è purtroppo diventata una pratica comune. Durante ogni incursione, diversi ospedali, compreso quello pubblico, sono stati circondati dalle forze israeliane”.

“La mancanza di rispetto per gli ospedali è sconcertante”, ha dichiarato il funzionario di Medici Senza Frontiere. “Da ottobre, abbiamo assistito all’uccisione a colpi d’arma da fuoco di un ragazzo di 14 anni all’interno dell’ospedale, ai soldati che hanno sparato più volte munizioni letali e gas lacrimogeni contro l’ospedale e ai paramedici costretti a spogliarsi e inginocchiarsi in strada”.

Oltre alla violenza diretta, il costante blocco dell’accesso all’assistenza sanitaria sta mettendo a rischio la vita dei residenti del campo e sembra essere diventato una procedura operativa standard per le forze militari durante e dopo le incursioni militari a Jenin”.

Per concludere, ha sottolineato che l’organizzazione non può fornire cure ai pazienti che non riescono a raggiungere l’ospedale. “Le persone bisognose devono poter avere un accesso sicuro ai servizi medici e le strutture sanitarie devono essere protette”.

(Foto: [Houssam Shbaro/Anadolu Agency]).