Membro di Fatah: aziende americane finanziano progetti coloniali a Gerusalemme

 

Gaza – InfoPal. “Alcune aziende con sede negli Stati Uniti d'America hanno promosso un progetto per la costruzione di tredici unità coloniali nell'area di as-Shaykh Jarrah, nella Gerusalemme araba occupata, lanciato dalla Commissione municipale per l'urbanistica e l'edilizia”: lo ha affermato ieri Dimitri Delyani, membro del Consiglio rivoluzionario di Fatah, in un comunicato diffuso dall'agenzia stampa dell'Autorità nazionale palestinese (Anp).

Uno dei simboli del movimento di espansione coloniale nella Gerusalemme occupata, [l'imprenditore] Chaim Silverstein, dispone dell'autorizzazione ufficiale attraverso il nome di due compagnie”, ha quindi chiarito Delyani, suggerendo che queste potrebbero in realtà essere soltanto una copertura, dietro alla quale si troverebbero dei gruppi dell'estrema destra israeliana.

Lo scopo della creazione di queste ditte, secondo il membro del Consiglio, è quindi quello di finanziare i progetti in questione, e per questo motivo i loro fondatori verranno presto perseguiti dalla legge americana, che punisce le aziende nazionali irrispettose delle norme internazionali e dei diritti dell'uomo.

Ha poi proseguito ricordando che “l'attuazione del progetto, fra le altre cose, comporta la cacciata di numerose famiglie di Gerusalemme dalle loro abitazioni”.

Per quanto riguarda le conseguenze politiche, invece, Delyani ha dichiarato: “L'assenza dell'amministrazione Usa – che non spinge più per l'avanzamento del processo politico -, l'interesse dei media e dell'opinione pubblica internazionale verso quel che sta succedendo nelle strade dell'Egitto, l'indifferenza delle forze politiche ed economiche arabe nei confronti della questione palestinese nel suo complesso e gli abusi commessi dallo Stato occupante ai danni dei palestinesi, degli arabi e dei musulmani di Gerusalemme sono tutti fattori che contribuiscono all'impunità del governo colonizzatore, presieduto da Netanyahu, e dei suoi numerosi tentacoli, tra i quali vi è appunto il comune di Gerusalemme. Quest'ultimo ha così tutta la libertà di portare avanti i suoi progetti di espansione degli insediamenti, che scaturiscono oltretutto da un'ideologia di stampo razzista”.

Nella foto: una colonia in costruzione a Gerusalemme est

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.