Mentre l’Anp rifiuta di appoggiare il rapporto Goldstone, Israele ne approfitta per denunciare i razzi di Gaza.

 

Gaza – Infopal. Il rifiuto da parte dei rappresentanti palestinesi inviati dall'Anp di Mahmud Abbas alle Nazioni Unite di appoggiare il rapporto Goldstone (su pressioni statunitensi e israeliane e per questioni economiche), ha fornito buon gioco alla delegazione israeliana per approfittarne e presentare una lamentela ufficiale al Consiglio di Sicurezza e alla Segreteria Generale sulla “escalation di lanci di razzi dalla Striscia di Gaza”.

Se è vero che negli ultimi giorni il lancio di razzi artigianali dalla Striscia verso il deserto del Negev è ripreso, è altrettanto vero che nelle due settimane passate si è registrata una crescita esponenziale delle aggressioni israeliane – di terra, cielo e mare – contro la regione di Gaza, che hanno provocato grande distruzione e numerose vittime e feriti.

Contrariamente all'Anp di Ramallah, il governo e la popolazione di Gaza continuano ad appoggiare il rapporto Goldstone, le cui raccomandazioni sollecitano la Corte criminale internazionale ad avviare indagini per crimini di guerra e crimini contro l'umanità perpetrati dall'esercito e dal governo di Israele durante l'operazione “Piombo fuso”.

Secondo l'Ocha (UN Office for the Coordination of Humanitarian Affairs), dalla fine della guerra israeliana contro Gaza, “un totale di 49 palestinesi e un israeliano sono rimasti uccisi, e 104 palestinesi e 7 israeliani feriti nel contesto del conflitto palestino-isareliano a Gaza e nel sud di Israele”.

 

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