Migliaia di lavoratori palestinesi hanno lanciato un appello contro l'embargo.

Gaza – Infopal

Durante una manifestazione dei sindacati diretta alla sede delle Nazioni Unite, migliaia di lavoratori palestinesi hanno rivolto un appello alle organizzazioni per la difesa dei diritti umani, chiedendo di affrettarsi a togliere l’embargo imposto alla Striscia di Gaza, per salvare le loro vite e quelle dei loro figli.

I lavoratori hanno chiesto alle organizzazioni internazionali di assumersi la responsabilità della situazione in cui essi vivono.

I lavoratori hanno espresso amarezza per il silenzio arabo e internazionale. La loro vita è diventata ancora più dura: a causa dell’embargo che ha trasformato gli operai in disoccupati, non riescono più a garantire i bisogni giornalieri e neanche a seppellire i loro morti. La chiusura dei valichi ha paralizzato completamente l’economia palestinese. 

Esercito di disoccupati

L’unione sindacale dei lavoratori ha denunciato il grande numero di disoccupati. La situazione dei lavoratori nella Striscia di Gaza porta a scelte molto pericolose che potranno diventare "esplosive".

Abu Mohammad al-Mabhuh, portavoce dell’unione dei lavoratori palestinesi, in una lettera letta davanti alla sede delle Nazioni Unite, ha sottolineato che "non è possibile descrivere la situazione dei lavoratori": "La comunità internazionali è corresponsabile della grave crisi umanitaria dei lavoratori e di tutti gli abitanti di Gaza. Tutti sono colpevoli dell’embargo imposto contro Gaza".

Al-Mabhuh ha invitato il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ad assumersi la sua responsabilità morale verso il popolo assediato a Gaza, e a intervenire velocemente per "togliere l’ingiusto assedio che nessuna legge né decreto internazionale possono avallare".

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