Migliaia di persone hanno partecipato ai funerali del giudice Farra. Slogan contro Abbas.

Decine di migliaia di persone hanno partecipato ieri pomeriggio ai funerali del giovane giudice Bassam Al-Farra, ucciso da armati non identificati mentre si stava recando in ufficio, in un tribunale di Khan Younis.

Alla processione funebre hanno preso parte leader di Hamas, impiegati e colleghi dei tribunali islamici di Khan Younis. Farra era anche uno dei comandanti sul campo dell’ala armata di Hamas, le Brigate Al-Qassam.

Decine di militanti di Al-Qassam hanno preso parte ai funerali giurando vendetta e intonando slogan contro il presidente Mahmoud Abbas, ritenuto responsabile dell’omicidio.

Anche alcuni parlamentari di Hamas hanno lanciato accuse contro la presidenza del’Anp: Ismail Al-Ashkar, portavoce di Hamas a Gaza; Fawzi Barhum, e il portavoce del blocco parlamentare del gruppo Cambiamento e Riforma- affiliato a Hamas -, Salah Al-Bardawil.

Hamas, in particolare, accusa gli "Squadroni della morte", affiliati agli apparati di sicurezza preventiva, di essere responsabili dell’assassinio del giudice Al-Farra.

In un comunicato stampa, il movimento afferma che la "serie di delitti e aggressioni perpetrate da ‘questo gruppo sospetto’ hanno come obiettivo lo scontro interno palestinese". E ha definito tali crimini come "programmati" per creare "caos nella sicurezza".  E ha aggiunto che "il sangue di bimbi innocenti è caro ai palestinesi" e ha ammonito a non utilizzare lo strumento degli assassinii per raggiungere "scopi politici a buon mercato", e che "la feroce campagna contro il governo palestinese e il tentativo di ritenerlo responsabile per il caos nella sicurezza deve avere termine".

Da parte loro, le Brigate Al-Aqsa, la principale ala militare di Fatah, hanno garantito che l’assassinio del giudice di Hamas, Bassam Farra, ieri, è frutto di una vendetta tribale e di conflitti con un altro clan della Striscia di Gaza – che ha perso uno dei suoi membri due mesi fa.

Le Brigate hanno diramato un comunicato in cui chiedono a tutte le fazioni e le personalità palestinesi di porre fine alle accuse reciproche e di "essere razionali" prima di puntare il dito l’uno contro l’altro. Questo per "evitare di entrare in uno stato di anarchia e illegalità incontrollabili".

Le Brigate hanno negato ogni collegamento con l’omicidio di Farra, e hanno ribadito la matrice di vendetta tribale: "Esso non ha nulla a che vedere con le divergenze politiche o di fazione come certe persone stanno insinuando".

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