Ministri israeliani chiedono “emigrazione volontaria” dei palestinesi e la costruzione di coloni ebraiche a Gaza

Gaza – MEMO. Due alti ministri israeliani della coalizione d’estrema destra al governo hanno chiesto l'”emigrazione volontaria” dei palestinesi da Gaza e l’espansione delle colonie, mentre si continua a discutere il destino postbellico di milioni di persone nella Striscia.

Durante le riunioni delle fazioni dei loro partiti alla Knesset israeliana, il 1 gennaio, il ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, ed il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, hanno proposto l’emigrazione dei civili palestinesi dalla Striscia di Gaza come potenziale soluzione al conflitto tra l’occupazione e le fazioni della resistenza palestinese.

Parlando ai giornalisti e ai membri del suo partito d’estrema destra Otzma Yehudit, Ben Gvir ha affermato che la guerra in corso a Gaza presenta “l’opportunità di concentrarsi sull’incoraggiamento dell’emigrazione dei residenti di Gaza”. Ha definito questa potenziale politica “una soluzione corretta, giusta, morale e umana”.

Ben Gvir ha anche proposto la costruzione di colonie nella Striscia, insistendo sul fatto che le forze israeliane “non possono ritirarsi da nessun territorio in cui ci troviamo nella Striscia di Gaza. Non solo non escludo l’insediamento di ebrei, ma credo che sia anche una cosa importante”.

Smotrich ha fatto eco a questi sentimenti, dicendo ai membri del suo partito del Sionismo Religioso che la “giusta soluzione” alla guerra e al più ampio conflitto israelo-palestinese è “incoraggiare la migrazione volontaria dei residenti di Gaza verso Paesi che accettino di accogliere i rifugiati”. Ha inoltre previsto che “Israele controllerà in modo permanente il territorio della Striscia di Gaza”, una politica che apparentemente includerebbe il ristabilimento di colonie in quella zona.

Il ministro delle Finanze ha affermato che Tel Aviv non può permettere che la Striscia assediata rimanga una “fucina di 2 milioni di persone che vogliono distruggere lo Stato di Israele”, dichiarando che “finché sarò il ministro delle Finanze, non un solo shekel andrà ai terroristi nazisti di Gaza”.

Le proposte di politica coloniale dei due ministri – entrambi partner di coalizione del primo ministro Benjamin Netanyahu – giungono mentre i politici israeliani continuano a discutere e a formulare un piano per il futuro post-bellico di Gaza, che vedono libero da Hamas.

Mentre sono emerse notizie di offerte per forze e autorità di governo arabe per amministrare Gaza, come l’Autorità Palestinese o una forza combinata di Stati arabi, la visione predominante da parte del governo di estrema destra israeliano è che Israele stesso rioccupi la Striscia, esili la popolazione palestinese e la reinsedi con israeliani e coloni ebrei.