Ministro degli Esteri francese contro richiesta riconoscimento stato palestinese all’Onu

Parigi – Imemc e InfoPal. Il ministro degli Esteri francese Alain Juppe ha ammonito l'Anp di Ramallah a non presentare richiesta di riconoscimento dello stato palestinese alle Nazioni Unite. Secondo il titolare del “Quai d'Orsay”, tale decisione potrebbe portare a “gravi conseguenze diplomatiche”.

Le dichiarazioni di Juppe sono state rilasciate durante una conferenza stampa nella città di Sopot, in Polonia, dove si trovava in visita con i suoi colleghi dell'Unione Europea. 
Egli ha affermato: “Parigi spera che i palestinesi coglieranno l'opportunità di riaprire la strada al dialogo invece di rischiare una serie di profonde crisi diplomatiche”. 

Juppe ha aggiunto che tutti i membri dell'Ue dovrebbero avere una posizione unitaria sulla richiesta palestinese alle Nazioni Unite. 

Tuttavia, il capo della politica estera della Ue, Catherine Ashton, ha dichiarato che i Paesi dell'Unione Europea “al momento non hanno tempo per prendere una decisione sull'argomento, e su come agire alle Nazioni Unite”, e ha aggiunto che “l'Europa deve concentrarsi sulla mediazione tra Israele e i palestinesi per garantire la ripresa dei colloqui”.

Mercoledì, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha chiesto ai Paesi della Ue di tenere una posizione unitaria sulla questione del riconoscimento palestinese all'Onu. 

Giovedì, è arrivato il consueto ricatto israeliano: l'ambasciatore israeliano negli Usa, Michael Oren, ha avvertito che se i palestinesi dovessero proseguire nel piano di richiesta di riconoscimento all'Onu, Israele cancellerà tutti gli accordi di pace (sic!), e il sostegno Usa verrà meno. Oren ha sottolineato che gli accordi furono siglati con l'Anp, quindi l'Autorità nazionale palestinese, e non con un governo palestinese, compresi quelli su fornitura di acqua (quella che sottrae dalle fonti in territorio palestinese, ndr), l'import-export (di cui beneficia con dazi altissimi, ndr), e cooperazione nella sicurezza (cioè, nella repressione della resistenza del popolo all'occupazione, ndr).

Gli Usa hanno già dichiarato che si opporranno a tale richiesta di riconoscimento, e si avvarranno della facoltà di veto.

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