Ministro Qaraqe’: colonie trasformate in centri per interrogatori

Ramallah – InfoPal. Le colonie ebraiche nella Cisgiordania occupata “si sono trasformate in centri di detenzione, d'interrogazione e di tortura”: è la denuncia partita da Isa Qaraqe', ministro degli Affari dei detenuti e degli ex detenuti nel governo di Ramallah.

Nell'esporre le testimonianze dei prigionieri palestinesi che hanno subito aggressioni durante il loro arresto, il loro trasferimento nelle colonie o l'interrogatorio prima di essere trasferiti nei centri di detenzione ufficiali, il ministro Qaraqe' ha citato fra gli altri quattro detenuti originari di Qalqiliya, trasferiti nella colonia di Ariel e interrogati lì prima di essere portati nel carcere militare di Hiwara.

Uno di questi, Ibrahim Salim (21 anni), “ha subito pestaggi ed aggressioni per mano dei soldati nella colonia mentre veniva tenuto con gli occhi bendati e le mani legate. Uno dei militari gli ha sferrato un calcio al volto mentre era steso a terra”, riporta il ministro.

Sempre dalle testimonianze si apprende che “gran parte dei palestinesi al di sotto dei 18 anni arrestati nella provincia di al-Khalil (Hebron) viene interrogata e punita a Kiryat Arba, per poi essere portata in prigione ad Asyun o a al-Maskubiyya”, mentre i prigionieri di Gerusalemme vengono portati in un centro d'interrogatori creato nella vicina colonia di Ma'ale Adumim, dove soprattutto i minori riportano di aver subito “umiliazioni, spoliazioni e minacce di estorcere loro le confessioni con la forza”.

Nella colonia di Bet Il, prosegue Qaraqe', vengono trattenuti infine molti dei palestinesi arrestati a Ramallah. Tra questi, Talha Jamal Mubarak (20 anni) del campo profughi di al-Jalzun ha riferito di essere stato detenuto per un'intera notte, trasferito nella colonia di Benyamin, interrogato per sei ore consecutive e quindi rinchiuso nel carcere militare di Ofer.

La pericolosità delle colonie-centrali di polizia, secondo il ministro, “è rappresentata dall'assenza di sorveglianza in questi centri da parte della Croce Rossa internazionale e degli avvocati. In virtù di questo, chi interroga seleziona i detenuti a suo piacimento e li sottopone a vari tipi di tortura, senza neanche interrogarli”.

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