Minore palestinese usato come ‘scudo umano’. Pena sospesa per i soldati israeliani

An-Nasira (Nazareth) – InfoPal. “Sospensione di tre mesi dall'esercito e declassamento di rango: da sergente maggiori a sergente”. 

Questa era stata la sentenza, emessa un mese fa, nei confronti di due soldati israeliani del battaglione Givati accusati di aver usato un bambino palestinese di nove anni come “scudo umano”, durante la guerra su Gaza, nell'inverno 2008-2009. In quei giorni, i soldati di Israele obbligarono bambini di Gaza ad aprire borse sospettate di contenere esplosivi.

Ieri, 21 novembre, un tribunale militare israeliano ha deciso la sospensione della pena.

Tra le motivazioni alla base della sentenza si legge: “Comportamento inadeguato, aver ignorato l'autorità ed aver messo a rischio la vita umana”.

Tuttavia, ricordiamo che lo Stato maggiore e il governo d'Israele hanno sempre elogiato l'operato dei propri soldati nell'Operazione “Piombo Fuso”, giustificando il clima di forte pressione in cui essi combatterono e, nel complesso, hanno sempre valutato il loro operato “eccellente”.

“Per Israele la vita di un arabo ha meno valore”, così ha commentato la sentenza Ahmed at-Tibi, deputato palestinese alla Knesset (Parlamento isareliano).

I militari del battaglione Givati, invece, hanno inviato messaggi di felicitazione ai loro colleghi, protagonisti di tale vicenda.

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