Mirvat, la kamikaze.

Martedì 7 novembre

Dal nostro corrispondente.

La madre della kamikaze Mirvat Mas’oud: "Dopo aver visto le donne e i bambini uccisi a Beit Hanoun è uscita di casa per tornare indietro a brandelli".

La kamikaze è stata coperta con la bandiera palestinese. E’ stata portata a spalle da coloro che la amano, dopo che il suo corpo è stato completamente bruciato e ridotto a pezzi (nella detonazione, ndr). I suoi cari – la madre e i fratellini – li stavano aspettando e quando sono passati davanti a loro, non sono riusciti a trattenere le lacrime. La mamma ha tentato di toccare la salma della figlia, ha gridato “Amore mio!” e “Cuore della tua mamma!”.

Mirvat Mas’oud, 19 anni, del campo profughi di Jabaliya, si è fatta saltare davanti a una pattuglia speciale israeliana, provocando morti e feriti tra i soldati.

Testimoni oculari hanno raccontato che Mirvat si è avvicinata alla truppa, in una strada di Beit Hanoun, avvolta dal suo velo, e quando i soldati le hanno imposto di fermarsi, lei ha rifiutato, ha proseguito verso di loro e si è fatta saltare in aria.

“Mirvat, mio cuore!”

La mamma racconta: “Aspettavo che Mirvat arrivasse dall’università, come sempre, ma questa volta è giunta a pezzi, portata sulle spalle. Lei parlava sempre del martirio e l’ha ottenuto. Non riusciva a sopportare tutti quei bambini massacrati dagli israeliani e la distruzione delle case”.

La madre, piangendo, interrompe il racconto per invocare la figlia: “Mirvat, mio cuore! Mirvat, amore mio!”.

Mirvat in paradiso

La sorellina di Mirvat, Sabrin, si tiene aggrappata all’abito della mamma e si asciuga le lacrime con l’altra mano. “Perché Mirvat non è ancora tornata dall’università? Mi porta i dolci, come fa sempre? Dov’è Mirvat? E’ andata in paradiso?”.

Il giorno del martirio

La mamma afferma che lei si era addormentata verso la mezzanotte di domenica e si era svegliata alle 2 di notte per pregare. Ha fatto poi la preghiera, ha letto il Corano e, prima di uscire, ha acceso la tv e ha visto che avevano ucciso dei bambini. Mi ha svegliata perché sentissi anch’io le notizie, poi ha salutato la nonna ed è uscita.

La notizia della morte

La mamma aggiunge che nel pomeriggio di lunedì ha appreso la notizia della morte di una ragazza in tv. Non hanno detto il nome della kamikaze, ma i battiti del suo cuore sono aumentati e ha capito che si trattava di sua figlia.

La lettera di addio di Mirvat

“Cari genitori, vi raccomandano di pregare. Questa vita non durerà, Mamma, mi raccomando di pregare per me. Ci vediamo in paradiso, mio caro padre, ti prego di perdonarmi se ho sbagliato con te, ma il mio grande amore è per Dio, il suo Profeta, e la mia grande patria”.

Ha scritto anche una lettera al popolo palestinese per dire di resistere: “Faccio questo per vendicare tutti i massacri israeliani e soprattutto il massacro della famiglia di Huda Ghalia”.

I kamikaze

L’attacco suicida di Mirvat Mas’soud, delle Brigate Al-Aqsa, braccio armato del Jihad islamico, non è il primo effettuato da donne palestinesi contro l’occupazione israeliana.

 

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