Misure di sicurezza speciali per il rilascio dei palestinesi gerosolimitani

Al-Quds (Gerusalemme) – I prigionieri palestinesi gerosolimitani sono stati portati oggi dal carcere di 'Ofer verso la stazione di polizia di Ma'ale Adumim per essere rilasciati.

Sono 16 i prigionieri palestinesi residenti nella città Santa liberati oggi nell'ambito dell'accordo di scambio. Per essi sono state adottate misure speciali.

Amnah Mona è stata deportata verso la Striscia di Gaza. L'ex detenuta si oppone alla deportazione. Amnah, infatti, teme ritorsioni da parte delle famiglie degli altri prigionieri – l'accusa contro di lei era “adescamento di un 16enne israeliano, poi ucciso da militanti nel 2003” –  mentre Israele ne giustifica la deportazione verso Gaza per “proteggerla da ritorsioni di israeliani e coloni”.

Data la prossimità di convivenza nella città Santa con cittadini israeliani, è stato impiegato maggior tempo per rilasciare i palestinesi di Gerusalemme.

Anziché essere liberati dal centro di detenzione di al-Muskubiyah, sono stati rilasciati tutti individualmente.

Amjad, fratello di Sana Shehadah, ha confidato di aver ricevuto dagli israeliani direttive precise per restare in contatto telefonico per coordinarsi per il momento del rilascio della sorella.

Nel loro caso non è stato permesso il raduno di concittadini, manifestazioni o sfilate in automobile, né la presenza dei familiari. Tutto si è risolto in totale segretezza e identiche procedure sono state adottate nella scelta della rispettive destinazioni.

Sana Shehadah era stata condannata a cinque ergastoli e ha trascorso dieci anni in una prigione israeliana. L'accusa contro di lei era coinvolgimento in operazioni della resistenza palestinese conclusesi con la morte e il ferimento di coloni israeliani.

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