Monia Benini, delegazione ‘Hope per Gaza’: ‘Nella Striscia, devastazione oltre ogni immaginazione’.

 

Roma – Infopal.

Di Angela Lano (*).

“Nonostante fossi bene informata sulla situazione nella Striscia di Gaza, non ero per niente preparata a vedere tutta quella folle distruzione. Sono rimasta scioccata”. Sono le prime parole di Monia Benini, presidente del Pbc – Per il Bene Comune (**), membro della delegazione del Convoglio internazionale “Hope”, di ritorno dal viaggio nella Striscia assediata e distrutta dai bombardamenti israeliani dell'operazione “Piombo Fuso”. 

Monia Benini e Fernando Rossi, capo del Convoglio, insieme alle altre 20 persone, parlamentari e politici rappresentanti di vari paesi europei, autorizzati dall'Egitto a entrare a Gaza, dopo giorni di estenuanti trattative, hanno portato la solidarietà del mondo democratico e civile alla popolazione palestinese, alle organizzazioni della società gazawi e al legittimo governo sotto assedio.

Che cosa l'ha colpita, in modo particolare, durante la visita alla Striscia di Gaza?

“Prima di tutto, la grande dignità delle persone, la loro solarità e accoglienza. La propaganda mediatica in Occidente ci racconta che i palestinesi sono 'votati alla morte', ma noi abbiamo visto una gran voglia di vivere, di assaporare ogni istante della vita. Per loro, anche le cose più banali acquisiscono un valore che noi neanche immaginiamo. E’ un popolo fiero, determinato e coraggioso.

“Il mio shock è nato dal constatare, oltre ogni previsione, la furia cieca, insana, di Israele, il suo accanirsi contro tutto e tutti: bambini, donne, vecchi, malati, case, scuole, ospedali, università, ministeri, Parlamento. Persino contro i cimiteri, quasi a voler morti due volte i palestinesi lì sepolti. Abbiamo visto campi, orti, case mitragliate, bombardate. Hanno sparato pure sugli animali. Cosa c'è di razionale, giustificabile in tutto ciò? Nulla. Neanche la più feroce logica di guerra può offrire spiegazioni a tanto scempio. Non ci può essere altra giustificazione se non l’odio cieco. E questo in tv non è passato, come non passa il blocco criminale che isola 1,5 milioni di esseri umani. E' molto evidente, da tanta ferocia, che Israele, vuole morto quel popolo”.

Avete incontrato le associazioni per la Difesa dei detenuti palestinesi?

“Sì, ed è stato uno dei momenti più commuoventi. Abbiamo incontrato anche i familiari dei prigionieri palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane. Ascoltare i racconti di madri che da anni non riescono a vedere i propri figli, mi ha molto colpita. Sono racconti drammatici, che rendono ancora più assurdo il fatto che la comunità internazionale, Papa compreso, si mobiliti per un unico prigioniero israeliano, il soldato Gilad Shalit (catturato tre anni fa mentre svolgeva attività militari in territorio palestinese, ndr), ma non faccia nulla per gli oltre 11 mila prigionieri palestinesi.

“Un altro incontro sconvolgente è stato quello con il Comitato palestinese di giuristi che stanno lavorando per presentare alla Corte penale internazionale la documentazione sui crimini di guerra israeliani. Ci hanno mostrato video e fotografie di vittime, di feriti ridotti in modo indescrivibile. Erano immagini terribili, che nessuna tv ha mostrato. Ecco, non è possibile far finta di nulla contro lo sterminio di bambini e donne. Ci chiediamo come sia possibile questo silenzio e questa cecità da parte della comunità internazionale…”.

Già, come se lo spiega?

“Semplicemente, con il fatto che politici e media sono asserviti alla Israel Lobby che sostiene Israele. Basta guardare la situazione dell’informazione in Italia… Dov'è la libertà di stampa e di cronaca? Perché certe notizie e immagini non vengono date? Perché i media sono tutti, chi più e chi meno, schierati a favore di Israele? Andiamo a controllare chi sono gli editori, chi finanzia i giornali, chi dirige i tg, e capiremo il perché. La Israel Lobby è molto ben radicata ovunque”.

Nei giorni di permanenza a Gaza avete incontrato anche il governo Hamas?

“Sì, abbiamo incontrato i membri del Parlamento e i ministri, e abbiamo avuto il piacere di conoscere il premier Ismail Haniyah, un'ottima persona”.

E' considerato un terrorista, in quanto leader di una organizzazione inserita nella lista nera stilata da Israele e Stati Uniti, e accreditata anche in Italia.

“Haniyah ha confermato le impressioni che mi aveva fatto l’altro grande 'terrorista', Khaled Misha'al, capo dell'Ufficio politico di Hamas, durante un incontro a Damasco. Si tratta di due persone corrette, irreprensibili sul piano etico e umano, che mettono al centro dei propri interessi i diritti e il sostegno alla popolazione palestinese, la loro vita civile e democratica. Sono davvero amministratori che cercano di operare per il bene del loro popolo e non per il proprio tornaconto.

“Rispetto alla black list, io stessa ho detto a Haniyah che mi avrebbe fatto piacere incontrarlo alla presenza del nostro ministro degli Esteri, affinché questi capisca che errore è stato inserire Hamas, movimento di resistenza locale, palestinese, e non organizzazione terroristica internazionale, in una lista nera. E' chiaro che ciò è avvenuto su ordine israelo-statunitense”.

Hamas è considerato dai nostri politici e dai nostri media, appunto, una “organizzazione terroristica” che vuole distruggere Israele, buttare a mare gli ebrei israeliani, e imporre la legge islamica su tutta l'area. Che ne pensa?

“(Ride) Assolutamente no. La dirigenza di Hamas è molto pragmatica. Sono dei bravi politici, oltreché dei validi amministratori. Non hanno nulla a che fare con lo scontro religioso o di civiltà. Sono persone che da 61 anni vivono sotto occupazione, e stanno cercando strenuamente di difendere la terra e diritto all'esistenza del popolo palestinese, continuamente minacciato dalle aggressioni e dalla ferocia israeliana. E' Israele che vuole distruggere i palestinesi. Lo si constata senza ombra di dubbio dalla crudeltà e follia dell'operazione 'Piombo Fuso' e dalle quotidiane violenze perpetrate contro la Striscia di Gaza e la Cisgiordania. La comunità internazionale, i nostri politici e i nostri media devono informarsi bene su chi è la vittima e chi è il carnefice. Su chi ha occupato la Palestina. Non sono certo i palestinesi gli aggressori. Allora, perché li si dipinge come tali? Ecco che torniamo al discorso della Israel Lobby e della propaganda sionista nel mondo e in Italia. Chi tanto si riempie la bocca parlando di 'diritto internazionale', farebbe bene a incontrare Hamas per vedere come i suoi dirigenti si basino proprio sul diritto per le rivendicazioni nazionali”.

E il radicalismo di Hamas?

“Ma che radicalismo! Lo stesso Haniyah mi ha spiegato che se Israele fosse disposto a trattare sul suo ritiro entro i confini del ’67, loro sarebbero disposti a una lunga tregua. Dunque, di fatto, alla pace. Israele accampa solo delle scuse – la minaccia di annientamento da parte di Hamas – ma è solo propaganda. Queste dichiarazioni andrebbero lette allo 'specchio': Israele vuole far sparire i palestinesi dalla mappa, ma accusa delle proprie intenzioni le sue stesse vittime. La devastazione presente nella Striscia lo attesta chiaramente. L’odio sionista è tale da dimostrare l'intenzione di sterminio nei confronti di tutto il popolo di Palestina. Il problema è che la comunità internazionale recepisce la propaganda israeliana, senza metterla in dubbio. Da qui, nasce la mancanza di giustizia e la violazione di ogni diritto. Contro le menzogne veicolate dai mezzi di informazione c'è solo uno strumento: la conoscenza. Vorrei che venisse sollevato il blocco internazionale che soffoca Gaza, affinché i cittadini del mondo andassero a vedere dove sta la verità e cosa succede in Palestina. Forse, anche per questo, l'assedio rimane: la gente non deve sapere. Solo così la propaganda può manipolare la realtà”.

(*)   Direttore Infopal

(**) http://www.perilbenecomune.net/

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Carovana 'Hope' della European Campaign to end the siege on Gaza: molte le adesioni europee.

Altre info su:

Monia Benini fa IL PUNTO sulla Carovana della Speranza verso Gaza – Il Cairo 16 maggio 2009

http://www.perilbenecomune.org/index.php?mod=blabla&menu_id=&news_id=135&myaction=read_news
al link il video del reportage della giornata, con interviste ad Ahmad (referente di The European Campaign to End the Siege on Gaza) e Gerry MacLochlainn (referente del Sinn Fein) del Consiglio della città di Derry (Nord Irlanda), anchegli parte della delegazione “La Carovana della Speranza”.

Gaza Carovana della Speranza – Il Cairo 15 maggio 2009
Intervista ad Ahmad (referente di The European Campaign to End the Siege on Gaza)
e Gerry MacLochlainn (referente del Sinn Fein) del Consiglio della città di Derry (Nord Irlanda),
anchegli parte della delegazione “La Carovana della Speranza”


oppure  link: http://www.youtube.com/watch?v=CwJvT7C8jM8

Carovana della Speranza: 14 maggio
Carovana della Speranza: 13 maggio
Carovana della Speranza: Presentazione e conferenza stampa

Altri video:

Video-intervista dal Cairo

http://www.youtube.com/watch?v=E4ROzKwF6jY

…………

link video 1 parte: http://www.youtube.com/watch?v=_aB2oP0h8pg

link video 2 parte: http://www.youtube.com/watch?v=tHiReb_uuwY

 

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