Monitoraggio su istigazione e razzismo apparsi sui media israeliani

Ramallah – Wafa'. L'agenzia palestinese “Wafa'” (Palestine News and Information Agency) ha monitorato le espressioni di istigazione e di razzismo contro i palestinesi e gli arabi comparse sui media israeliani tra il 15 e il 22 settembre scorsi.

Eitan Haber è l'autore di un articolo pubblicato sul quotidiano “Yedioth Ahronoth”, nel quale si afferma: “Nel 1967 abbiamo riportato 300mila coloni in Giudea e in Samaria (Cisgiordania) e a Gaza. Abbiamo provato al mondo che noi siamo i padroni di questa terra e che possediamo il mondo”.

“Le cose sono cambiate – ha aggiunto – i terroristi ora sono coccolati dal mondo intero. Mentre 190 Paesi inneggiano al presidente palestinese 'Abbas, noi ci consoliamo con il veto americano. E' una stupida consolazione!”

“Yedioth Ahronoth” ha pubblicato diverse affermazioni che il ministro per gli Affari Esteri, Avigdor Lieberman, ha indirizzato al governo israeliano prima di recarsi alle Nazioni Unite. In queste dichiarazioni il ministro ha invocato la cancellazione degli accordi di Oslo, l'annessione a Israele degli insediamenti in Cisgiordania, e il rifiuto del trasferimento di fondi palestinesi nell'eventualità si realizzi la fondazione di un loro Stato.

Queste le sue parole: “Se Netanyahu non punisce i palestinesi, sospenderemo l'eredità di quegli accordi”.

Sul quotidiano religioso “Hamodia” è apparso un articolo di M. Yzhaki in cui si afferma: “Il presidente dell'Organizzazione terroristica per la liberazione della Palestina, 'Abbas, sta cercando di seguire le ultime mosse del leader dell'Olp, Yasser 'Arafat, nel tentativo di istituire uno Stato palestinese. Sarà 'Abbas a realizzare l'obiettivo?”

In un articolo pubblicato su “Israel Today” prima dell'intervento di Netanyahu all'Assemblea Generale dell'Onu, Ze'ev Jabotinsky ha ipotizzato quale sarebbe stata l'idea principale ivi affrontata dal primo ministro israeliano. “Io so ciò che Netanyahu dirà nel suo discorso, ma dubito che lo dirà in modo efficace”.

Egli ha aggiunto: “Se il primo ministro potesse ascoltare il mio consiglio, gli suggerirei di ricordare al mondo il nostro diritto sulla terra di Israele, basato sul diritto internazionale e sulla comunità internazionale. Israele non adotterà alcuna decisione in contrasto con il nostro diritto a uno Stato pienamente sovrano”.

Yaron Dekel, conduttore del talk show israeliano “Good morning Israel”, si è scagliato contro Ahmad at-Tibi, deputato palestinese del parlamento israeliano, per aver viaggiato sull'aereo privato di 'Abbas diretto a New York: “At-Tibi si diverte a tenere il piede in due staffe, e, sebbene abbia affermato che si è trattato solo di un viaggio gratuito privo di importanza, noi non accettiamo le sue falsità”.
Rivolgendosi ad at-Tibi, Dekel ha poi aggiunto: “Se decidi di diventare un ministro palestinese, non sarai ben accetto alla Knesset (parlamento israeliano). Non si possono ottenere due cose!”

Il sito web “Nfc” ha pubblicato un articolo di risposta, da parte di Nurit Greenger, alle dichiarazioni dell'ambasciatore palestinese alle Nazioni Unite, Ma'an 'Erekat, riguardo il futuro Stato palestinese senza ebrei. “Che ipocrisia è questa?”, si chiede la Greenger: “Gli arabi non permetteranno agli ebrei di vivere insieme a loro, e Israele dovrebbe permettere loro di vivere tra noi? Il mondo permetterà a Israele di trasferirsi in uno Stato senza arabi?”

Ella ritiene che le dichiarazioni di cui sopra riflettano le politiche naziste e antisemite dell'Olp, e ha poi aggiunto: “Ogni paese che sosterrà lo Stato palestinese rafforzerà l'ideologia nazista, e ogni Stato che non si opporrà alle politiche dell'Olp, inviterà alla distruzione dello Stato ebraico, degli ebrei e di Israele”.

Sul quotidiano “Makor Rishon” è stato pubblicato un articolo di Asaf Golan, in cui l'autore ritiene che “'Abbas abbia tranciato ogni possibilità di un rapporto politico con Israele. La sua testardaggine ci ricorda i nazionalisti arabi palestinesi, che preferivano trascinare i Paesi arabi in guerra contro Israele piuttosto di accettare le nostre offerte nel 1948”.

In risposta alla mozione palestinese all'Onu, il sito web “Ynet” ha pubblicato la notizia della protesta dei coloni che in Cisgiordania avevano gridato lo slogan “no a uno Stato di assassini”.
Nella notizia si cita l'affermazione di un funzionario israeliano: “La nostra protesta intende ricordare a tutti chi ha iniziato i pasticci. Gli accordi di Oslo ci hanno portato terrorismo e assassinii”.

Un altro funzionario ha aggiunto: “Gli ebrei gridano al mondo intero che la Samaria è terra loro. Migliaia di ebrei ci vivono, ed essi non hanno intenzione di accettare che si instauri uno Stato sulla loro terra”.

In un articolo pubblicato su “Israel Today”, Dan Margalit, giornalista israeliano ha accusato 'Abbas di opporsi alla pace. “'Abbas si oppone alla pace e incoraggia il terrorismo, non possiamo ignorare questa verità. Egli aveva incoraggiato 'Arafat a rifiutare Camp David nel 2000, quando l'ex-primo ministro israeliano Ehud Barak aveva offerto una soluzione alla questione di Gerusalemme. 'Abbas teme la pace”.

In un articolo pubblicato sul sito “Nrg”, il giornalista Zev Cam ha incitato a opporsi alla richiesta palestinese all'Onu: “La creazione di uno Stato palestinese nel cortile di Israele (in Cisgiordania) sarebbe un grosso cambiamento; in realtà, non necessariamente negativo per Israele. L'istituzione di uno Stato palestinese impedirebbe all'Anp di parlare di diritti dei rifugiati. Cambierebbe il nostro approccio con il terrorismo palestinese, e potremmo combattere i palestinesi in una guerra legale tra due Stati. Nessuno potrà fare obiezioni”.

Cam ha aggiunto: “Potremmo tagliare i fondi al cosiddetto Stato palestinese, e potremmo tagliare l'elettricità, l'acqua, il gas e le infrastrutture. I palestinesi dovranno scavare da soli alla ricerca di acqua”.

Su “Haaretz” è apparso un articolo del giornalista israeliano Ari Shavt, critico nei confronti di Netanyahu e Lieberman perché “colpevoli di non essere stati in grado di far progredire il processo di pace”.

“Israele ha offerto ai palestinesi i territori del 1967 in cambio di quelli del 1948, e ha altresì offerto il diritto di esistere al posto del diritto al ritorno, ma i palestinesi hanno rifiutato. I palestinesi sono l'unico popolo che si oppone alla pace”.

Gabi Avital ha scritto un articolo, pubblicato sul sito “Nfc”, nel quale si nega l'esistenza dei palestinesi, similmente al loro diritto ad avere uno Stato indipendente.

Nell'articolo, l'autore si riferisce ai palestinesi come alla “più grande menzogna che ci sia”.

Traduzione per InfoPal a cura di Stefano Di Felice

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