Movimenti politici palestinesi ricordano l’anniversario Balfour e ribadiscono: ‘Resistenza’

Gaza/Ramallah – InfoPal. In occasione del 94° anniversario dalla Dichiarazione di Balfour, con la quale la Gran Bretagna si pronunciava pubblicamente a sostegno della creazione dello Stato di Israele, sebbene nel 1917 veniva definito ambiguamente “focolare nazionale ebraico”, la leadership palestinese ha rinnovato la condanna per quel documento.

Così da Hamas, anche quest'anno si deplora il colonialismo britannico che condannò il popolo palestinese a crimini e politiche razziste.
Nel 2011, per Hamas, la soluzione alla liberazione della Palestina e della moschea di al-Aqsa resta sempre la resistenza.

“Nemmeno quest'altra triste ricorrenza potrà sedare la voglia di riscatto e di liberazione del popolo palestinese. Anche quest'anno ribadiamo il nostro diritto nazionale e il Diritto al Ritorno nelle nostre case.
Il potere della resistenza per la liberazione è stato dimostrato di recente con l'accordo di scambio dei prigionieri mentre continuiamo a lavorare per la riconciliazione nazionale”.

Fatah chiede alla comunità internazionale di assumersi le proprie responsabilità per “l'errore storico” inflitto ai palestinesi, quindi nelle proprie funzioni, chiede di applicare le risoluzioni internazionali, in particolare la risoluzione 194/48 che riconosce e garantisce il Diritto al Ritorno dei profughi palestinesi, e dare loro ciò che fu negato allora fino ad oggi: la sovranità nel loro Stato.

“E' ora di sistemare quel 'pasticcio' e riconoscere lo Stato palestinese entro i confini occupati da Israele nel 1967 con Gerusalemme Est capitale”.

Più realista forse il Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp) quando, intervenendo per questa ricorrenza, ricorda che appena due giorni fa, la Gran Bretagna si è astenuta dal votare sull'adesione della Palestina all'Unesco e di come siano ancora troppi i Paesi europei a subire le pressioni israelo-statunitensi.

Il Fronte ribadisce la legitimità del diritto all'autodeterminazione dei palestinesi, e si oggi ricorda le centinaia di migliaia di caduti e di prigionieri.

La Gran Bretagna non ha mai chiesto scusa per quanto sottoscrisse e fece durante gli anni della sua amministrazione in Palestina, quando pose tutti i presupposti per la creazione di Israele sulle nostre terre, quando ci impose con la forza il disarmo di fronte agli attacchi delle bande terroristiche ebraiche.
Piuttosto che affrontare la realtà, la Gran Bretagna continua a volgere le spalle alle proprie responsabilità storiche, e con l'ultimo gesto, quello dell'astensione, reitera quelle posizioni”.

Dal Jihad islamico, che solo pochi giorni fa ha perduto dei combattenti, sono giunte queste parole: “Riconoscere Israele oggi sarebbe una decisione ancora più sfortunata di quanto non lo fu la Dichiarazione di Balfour”.

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