MSF: Israele deve porre fine alla sua campagna di morte e distruzione a Gaza

Gaza – PIC. Medici senza frontiere (MSF) ha chiesto la fine immediata dell’offensiva di Rafah e delle atrocità in corso nella Striscia di Gaza. La strategia militare israeliana di lanciare ripetutamente attacchi in aree densamente popolate porta inevitabilmente all’uccisione di massa di civili, ha aggiunto.

MSF ha affermato, in una dichiarazione pubblicata giovedì sul suo sito web, che la strategia militare di Israele di lanciare ripetutamente attacchi in aree densamente popolate porta inevitabilmente all’uccisione di massa di civili.

Chris Lockyear, Segretario Generale di MSF, ha dichiarato: “I civili vengono massacrati. Vengono spinti in aree che si diceva sarebbero state sicure, per poi essere sottoposti a incessanti attacchi aerei e a pesanti combattimenti”.

“Intere famiglie, composte da decine di persone, sono ammassate in tende e vivono in condizioni estremamente difficili. Oltre 900 mila persone sono state nuovamente sfollate con la forza quando le forze israeliane hanno intensificato l’offensiva su Rafah, all’inizio di maggio”, ha sottolineato Lockyear.

La dichiarazione dell’organizzazione indica che anche il personale medico e i pazienti di un punto di stabilizzazione dei traumi sostenuto da MSF a Tal al-Sultan, a Rafah, sono stati costretti a fuggire nella notte del 27 maggio, quando le ostilità nell’area si sono intensificate, bloccando di fatto tutte le attività mediche nella struttura.

Quest’evacuazione forzata di un’altra struttura sanitaria è avvenuta 24 ore dopo che le forze israeliane avevano effettuato un attacco aereo su quella che avevano designato come “zona sicura”, uccidendo almeno 49 persone e ferendone oltre 250.

La dichiarazione ha sottolineato che questi pazienti sono stati stabilizzati e inviati agli ospedali da campo situati verso al-Mawasi, più a ovest, poiché non sono rimasti ospedali traumatologici funzionanti in grado di far fronte a un simile evento di massa.

L’organizzazione ha sottolineato che proprio la scorsa settimana la Corte internazionale di giustizia (CIG) ha ordinato a Israele di fermare “immediatamente” la sua offensiva militare a Rafah e di far entrare l’assistenza umanitaria disperatamente necessaria, assicurandosi che raggiunga coloro che ne hanno bisogno.

“Ma l’offensiva israeliana nel sud di Gaza si è da allora intensificata, nessuna quantità di assistenza umanitaria significativa è entrata nell’enclave dal 6 maggio, e il modello di attacchi sistematici all’assistenza sanitaria è continuato”, ha aggiunto.

MSF ritiene che “tutti i Paesi che sostengono le operazioni militari di Israele in queste circostanze sono moralmente e politicamente complici”, e invita i Paesi, in particolare gli Stati Uniti, il Regno Unito e gli Stati membri alleati dell’Unione Europea, a fare tutto ciò che è in loro potere per influenzare Israele a fermare l’assedio in corso e i continui attacchi ai civili e alle infrastrutture civili a Gaza.

L’organizzazione ha sottolineato che, dopo quasi otto mesi di guerra, a Gaza non esiste più una sola struttura sanitaria in grado di gestire un evento di massa come l’attacco a Rafah.

L’organizzazione ha concluso la sua dichiarazione chiedendo di rispettare e proteggere le strutture mediche, il loro personale e i pazienti, e chiedendo a Israele di interrompere immediatamente l’offensiva su Rafah e di aprire il valico di Rafah per far entrare l’assistenza umanitaria e medica su larga scala e per un cessate il fuoco immediato e prolungato in tutta Gaza.

Traduzione per InfoPal di F.L.