Mubarak mette in guardia Israele da una nuova guerra su Gaza

Il Cairo – Afp. In un incontro svoltosi ieri, 6 gennaio, a Sharm ash-Shaykh, per discutere delle possibilità di uscire stallo nei negoziati in Medio Oriente, il presidente egiziano, Housni Mubarak ha messo in guardia il suo ospite, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, dall'optare per una nuova guerra sulla Striscia di Gaza.

Le parole di Mubarak hanno voluto lanciare un avvertimento allo Stato ebraico sulle ripercussioni che un'eventuale scelta bellica avranno sulla stabilità e sicurezza regionali.

Mubarak ha dunque espresso il rifiuto dell'Egitto ad una nuova offensiva su Gaza.

Nelle ultime settimane, dirigenti israeliani avevano avvertito sulle alte possibilità di altro attacco contro il territorio palestinese assediato, e non avevano esitato a fare pubblicamente paragoni con la guerra del 2008-2009 dove 1.400 palestinesi furono assassinati, la metà dei quali erano civili, insieme a 13 civili e 10 soldati israeliani.

Nel 2010 il numero di razzi e colpi di mortaio lanciati in direzione di Israele dalla Striscia Gaza è stato di 230.

Il mese scorso, il vice premier israeliano Silvan Shalom aveva dichiarato che Israele avrebbe risposto usando tutta la sua potenza qualora i militanti di Gaza avessero continuato a lanciare razzi.

Mercoledì scorso, 5 gennaio, due palestinesi erano stati freddati dai soldati al confine mentre si erano registrati altri scontri con i militanti.

Per Mubarak, un'eventuale nuova violenza  su Gaza avrebbe l'impatto di precludere i colloqui con il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud 'Abbas, fermi da settembre, dopo che lo Stato israeliano si era rifiutato di estendere la moratoria sulle attività coloniali in Cisgiordania (insediamenti).

Proseguendo, il presidente egiziano ha consigliato a Israele di rivedere le proprie posizioni e politiche indirizzandosi, semmai, verso la creazione di fiducia tra le parti.

“Amichevole ed esaustivo”, è stato definito tale incontro da Netanyahu, che ha ricordato il ruolo centrale dell'Egitto nel processo di pace, e ha chiesto a Mubarak di intervenire affinché “i palestinesi tornino a negoziati diretti, intensi e seri”.

I due leader hanno anche affrontato gli sviluppi della barriera, voluta da Israele per arrestare l'immigrazione clandestina proveniente dall'Africa.

Il blocco di Israele ed Egitto sulla Striscia di Gaza è in vigore dal 2007, dalla presa fattuale del controllo del territorio da parte di Hamas.

Lo stallo tra il Movimento di resistenza islamica e 'Abbas ha il suo peso nel fallimento del processo di pace.

Da allora, l'Egitto ha fallito nel proprio ruolo di mediatore per il raggiungimento dell'unità nazionale tra le fazioni palestinesi.

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