Nablus, parenti dei detenuti continuano il sit-in di solidarietà

Nablus – Di Mohammed Awad per InfoPal. Per il terzo giorno consecutivo, i parenti dei detenuti continuano il loro sit-in nella tenda in solidarietà con i loro figli reclusi nelle carceri israeliane, che proseguono, per l'ottavo giorno di fila, il loro sciopero della fame. Tale sciopero ha l'obiettivo la richiesta che vengano rispettati i loro diritti basilari. 

I partecipanti hanno portato delle foto dei loro familiari prigionieri, chiedendo al mondo di difenderli, e sottolineando che la protesta continuerà fintantoché non ci sarà risposta alle istanze dei detenuti.

La piccola Sana' Arman ha espresso nostalgia per suo padre, che non vede da quando fu arrestato sette anni fa dalle forze di occupazione. L'uomo è stato condannato a 36 ergastoli.

La bambina ha raccontato di ricordare pochi dettagli del viso del padre: “L'ho visto per l'ultima volta quando avevo 4 anni. Non è forse sufficiente averlo imprigionato, privandomi di lui? Perché non posso neanche fargli visita?”

I parenti dei prigionieri politici palestinesi hanno annunciato che oggi, giovedi 6 ottobre, sarà la “Giornata dello sciopero di fame”, per condividere la sofferenza con i reclusi.

Nella città di Ramallah, sette cittadini sono rimasti asfissiati, quando una manifestazione pacifica, partita dal centro della città e diretta al carcere di Ofer, è stata attaccata dall'esercito israeliano, che ha iniziato a sparare proiettili di gomma e lanciare i gas lacrimogeni.

Allo stesso tempo, l'avvocato del prigioniero Nasser an-Naji ha reso noto che il suo assistito gli ha riferito che le forze di occupazione hanno effettuato un'irruzione all'interno del carcere di Ashqelon, aggredendo i detenuti con lanci di gas lacrimogeni, e proiettili di gomma (dal nucleo di acciaio, ndr).

 

 

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