Nasrallah e la sfida a Israele.

Agenzia Islamica d’Informazione on line – www.ilpuroislam.net

(Sabato 23 settembre 2006

 
Libano – Beirut – Nella sua prima apparizione in pubblico dall’inizio della guerra con l’entità sionista, il leader di Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah ha sfidato ancora una volta Israele dicendo che Hezbollah è più forte che mai ”e dispone di un arsenale in cui ci sono ‘oltre 20 mila razzi” . Armi ”che nessun esercito al mondo può costringerci a deporre", ha sostenuto, ma che, ha anche dichiarato "non terremo per sempre". ”Oggi celebriamo la vittoria divina, strategica e storica” nell’ultima guerra con Israele, ha detto ad una marea di suoi sostenitori – oltre un milione secondo varie stime – riuniti in una grande piazza dei quartieri meridionali di Beirut su invito dello stesso Nasrallah. Una iniziativa che appare anche come una risposta a coloro che sostenevano un calo della sua popolarità dopo la devastante guerra di luglio e agosto scorsi, costata oltre 1.200, un milione di sfollati e enormi danni alle infrastrutture del paese, valutati in 3,6 miliardi di dollari.
Dopo aver ringraziato Allah per la ”vittoria divina” ottenuta da ”poche migliaia di mujaheddin” contro ”il più forte esercito del Medio Oriente”, Nasrallah ha ribadito che il successo raggiunto dai combattenti è ”per il Libano, la Palestina e tutta la Nazione araba, contro il Nuovo Medio Oriente predicato da (il segretario di Stato Usa) Condoleezza Rice”. Una affermazione che è stata salutata con un’ovazione, un boato di applausi dalla folla, che ha più volte innalzato decine di migliaia di bandiere gialle del movimento filoiraniano Hezbollah e ritratti dello stesso Nasrallah. E un nuovo boato c’è stato quando, continuando, Nasrallah ha affermato che gli Stati arabi ”implorano la pace”, essi ”notte e giorno dicono che non combatteranno e non useranno l’arma del petrolio. Vi posso assicurare – ha affermato – che Israele ha molto più rispetto per la resistenza (Hezbollah) che per tutti loro”.
”Stiamo entrando in una nuova era in cui possiamo imporre le nostre condizioni al nemico”, ha detto ancora, esortando a sostenere i palestinesi ”politicamente, finanziariamente e militarmente, perché anche loro sono in grado di ottenere una Vittoria Divina”. La ”Vittoria Divina” è stato sin dalla fine della guerra, il 14 agosto, ricordata in ogni modo da Hezbollah , che ha sensibilizzato l’opinione pubblica libanese con manifesti affissi su decine di enormi cartelloni, in particolare nella periferia Sud della capitale, una delle zone più devastate dai 34 giorni di bombardamenti sionisti che, ha detto Nasrallah, ”sono stati decisi e pianificati dagli americani”. E proprio in quella zona, nei pressi del quartiere Haret Hreik dove diversi edifici di molti piani sono stati polverizzati, compreso il quartier generale dello stesso Hezbollah, che Nasrallah ha scelto di riunire i suoi sostenitori per mostrare ai suoi connazionali, ai paesi arabi e al mondo intero la vitalità ed il consenso di cui gode la resistenza islamica. L’attuale governo guidato dal Fuad Siniora ”non è in grado di difendere il Paese, o di ricostruirlo o unificarlo”, ha detto esigendo subito dopo ”la formazione di un esecutivo di unita’ nazionale”. Un passo, ha lasciato intuire, necessario per la formazione ”di uno Stato forte e equo” che potra’ garantire la sicurezza del Paese e di conseguenza permettera’ una ”soluzione onorevole” alla questione ”della resistenza e delle sue armi”. ”Non è logico dire che manterremo le armi per sempre. Dobbiamo agire sulle cause e non sugli effetti”, ma nessun esercito al mondo può costringerci a deporre le armi nellnostre mani con la forza”.

Egli ha però ribadito il suo ”benvenuto alle forze dell’Unifil a sostegno dell’esercito libanese” come stabilito dalla risoluzione 1701 dell’Onu, ma a patto che ”non spiino la resistenza o tentino di disarmarla e non interferiscano negli affari libanesi”. E a proposito dell 1701, ha affermato che Hezbollah intende ”rispettarla”, anche se ”non è sacra”, ma ha anche ammonito che ”se il governo libanese non fermerà le continue violazioni israeliane, perderemo la nostra pazienza e il popolo libanese si assumerà le proprie responsabilita”’. Come dire che il Partito di Dio tornerà alla lotta arma.

Lebanon. Nasrallah: Hezbollah stronger than before
sabato 23 settembre 2006
Speaking at a victory rally in south Beirut in his first public appearance since the war with Israel, Hezbollah leader Sheikh Hassan Nasrallah said his group still had over 20,000 rockets available.
ImageBeirut. September 23, 2006. Nasrallah joined hundreds of thousands of Hezbollah supporters who filled the devastated southern suburbs of Beirut on Friday with a sea of yellow flags to celebrate "divine victory" in their month-long war against Israel. "The resistance today has more than 20,000 rockets. The resistance is today stronger than on July 12 [the outbreak of the hostiltities] … and stronger than ever before," he said. One of Israel’s stated aims in the offensive was to eliminate  Hezbollah’s capacity to fire rockets, thousands of which were fired at the country during the conflict. Nasrallah last appeared in public at a news conference on July 12 when he announced the capture of two Israeli soldiers by Hezbollah fighters, an act which led to the Israeli attacks. The assembled crowd, which Hezbollah’s Al-Manar television said was in the hundreds of thousands, was swollen by Amal supporters waving the green flags of the sometime rival but more recently allied movement. Supporters arrived from across Lebanon, with many setting off for the capital on Thursday by car and on foot from Shia villages in the south of the country, an area badly damaged in the Israeli offensive. No weapon handover. Nasrallah said his fighters will give up their weapons only when "Israel’s threats" end and the Lebanese government is strong enough to protect the country.
"We will not give up our arms in a weak Lebanese state incapable of defending itself from the threat of Israel," Aljazeera quoted him as saying on Friday. "There is no army in the world that can [force us] to drop our weapons from our hands, from our grip. "We will not release the two captured Israeli soldiers except in an exchange for Lebanese prisoners. "We do not want to keep our arms for ever. We do not say that our arms are forever, and this is not logical. It has to end. "But any word on disarming the resistance under this state, this authority, this regime and this current situation means keeping Lebanon under the risk of having Israel killing and bombarding at will." ‘Strong, just state’ Aljazeera further quoted Nasrallah as saying "let us build a strong and just state", and calling for a new Lebanese government of national union.  "We are sticking to and calling for establishing a state but we will never let anyone to insult us. "The time of victory has begun and the time of defeats has gone." The Hezbollah chief strongly criticised, albeit indirectly, the anti-Syrian Druze leader Walid Jumblatt, who is a key government ally, and demanded that he apologise for his past statements.

Long walk

The rally had been expected to coincide with the final withdrawal of Israeli soldiers from southern Lebanon, but Israel’s army chief said on Wednesday there were "a few issues to be wrapped up" before the pullout could be completed. Israeli forces have been gradually pulling out from territory they captured in fighting which killed nearly 1,200 people in Lebanon, mostly civilians, and 157 Israelis. Hezbollah has declared victory in the war, during which it fired nearly 4,000 rockets into northern Israel.

Border patrol

Earlier, Nasrallah said on the group’s Al-Manar Television: "I call on you all to participate in a victory rally, your victory … in the southern suburb, the suburb of honour, glory, faith, steadfastness and victory for the whole country. "Let us renew our covenant and declare our joy at the divine victory to the whole world." Under the terms of a truce which ended the fighting last month, UN and Lebanese army forces are deploying in the south to monitor the ceasefire and try to assert the authority of the Beirut government. But Nasrallah has said his fighters remain on the border with Israel and Hezbollah has dismissed demands that it disarm. Earlier, Ehud Olmert, the Israeli prime minister, declined to say if the Hezbollah leader would be attacked if he appeared at the rally. "And you think, that if he was, I would tell you – and tell him?" he told Israel’s Channel 10 television on Thursday.

[Al-Jazeera + Agencies]

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