Nave di aiuti malese costretta a rinunciare al viaggio verso Gaza

Kuala Lumpur, Malaysia – AFP.  Una nave di aiuti malese che tentava di attraccare a Gaza, dopo aver ricevuto un’intimazione ad andarsene da parte delle forze navali israeliane, la scorsa settimana, è stata costretta ad abbandonare la propria missione a causa di problemi al motore, ha comunicato un attivista.

Matthias Chang, che conduce la missione per la Perdana Global Peace Foundation, ha dichiarato lunedì ad AFP, che la MV Finch si trova bloccata a sei miglia nautiche dal porto egiziano Al-Arish.

“Alle 17,30, ora locale, la nostra imbarcazione ha sviluppato problemi al motore e abbiamo perso la capacità di navigazione, così abbiamo dovuto rinunciare al nostro tentativo di raggiungere Gaza via mare.

“Tuttavia, il ministro degli Esteri egiziano ci ha garantito la possibilità di scaricare gli aiuti umanitari e che essi saranno trasportati a Gaza dalla United Nations Relief and Works Agency – Unrwa”, ha affermato Chang, aggiungendo che l’Egitto è vincolato dalla legge internazionale, e quindi dovrà portare in salvo l’imbarcazione.

“Anche se non siamo riusciti a raggiungere Gaza via mare – ha aggiunto, abbiamo raggiunto il nostro scopo di rompere l’embargo israeliano, facendo breccia nella loro zona di protezione lo scorso lunedì. E se gli egiziani manterranno la promessa fatta, avremo raggiunto anche l’obiettivo di recapitare aiuti a Gaza”.

I dirigenti della Perdana Foundation hanno reso noto che la MV Finch ha lasciato la Grecia l’11 maggio, trasportando tubi di PVC per aiutare a ricostruire gli impianti fognari a Gaza.

Tuttavia, le forze navali israeliane hanno sparato colpi di avvertimento all’imbarcazione mentre si trovava in acque israeliane, a circa 400 metri da Gaza, e obbligato la nave a dirigersi verso le acque egiziane.

Chang ha comunicato che, lunedì, i 12 attivisti ed il personale nautico a bordo della nave, avevano chiesto alle autorità egiziane sia di autorizzare l'attracco dell’imbarcazione sia di scaricare e portare gli aiuti a Gaza, via mare.

Mancando una risposta egiziana, Chang ha riferito che la nave aveva lasciato le acque al largo di al-Arish, diretta verso quelle israeliane.

Il giornalista malese Alang Bendahara, che si trovava a bordo dell’imbarcazione, ha riferito ad AFP che la nave di aiuti è stata scortata da un’imbarcazione di pattuglia della marina egiziana, la quale ha avvertito la MV Finch di un possibile attacco da parte delle forze navali israeliane, qualora fosse entrata nelle acque israeliane.

“Il morale a bordo era molto basso – ha dichiarato -, perché immaginavamo cosa sarebbe potuto succedere, ma era chiara la determinazione di ciascuno di noi a continuare, per recapitare questi necessari aiuti a Gaza”.

Un dirigente della fondazione, Samsudin Hitam, ha confermato la promessa egiziana di consentire alla MV Finch di attraccare e scaricare la merce, martedì.

Il ministro degli Esteri malese, Anifah Aman, ha dichiarato lunedì di aver parlato con la controparte egiziana per accelerare la concessione del permesso di far attraccare l’imbarcazione, e che questa ha “acconsentito a favorire la questione”.

La Perdana Foundation è guidata dall'ex premier malese, Mahathir Mohamad, di 85 anni, fortemente critico nei confronti dell’Occidente e di Israele riguardo al trattamento dei palestinesi.

L’organizzazione faceva parte della “Freedom Flotilla, che nel maggio del 2010 ha tentato di rompere il blocco israeliano di  Gaza. L’episodio finì in tragedia, quando un commando navale assaltò la nave di aiuti, provocando la morte di nove turchi a bordo di una delle imbarcazioni.

L’incidente provocò accese critiche ad Israele e portò ad un grave deterioramento dei rapporti tra Ankara e Tel Aviv.

 

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