Nave di ebrei per la Palestina diretta a Gaza.

Cipro – InfoPal. Un'imbarcazione con a bordo attivisti ebrei di Israele, Germania, Stati Uniti e Regno Unito ha preso largo ieri, domenica 26 settembre, in direzione di Gaza. Cercherà di rompere il blocco israeliano e consegnare aiuti umanitari ai palestinesi.

Uno degli organizzatori del gruppo britannico “Ebrei per la giustizia ai palestinesi”, Richard Kuper, ha affermato che uno degli obiettivi è far vedere che non tutti gli ebrei appoggiano la politica di Israele nei confronti dei palestinesi.

Kuper ha aggiunto che la barca, che è partita dal nord di Cipro, e battente bandiera britannica, non opporrà resistenza a un eventuale intervento dell'esercito di Israele.

L’israeliano Rami Elhanan, che si trova nell’imbarcazione, la cui figlia, nel 1997, è rimasta uccisa da un attacco suicida nel mercato di Gerusalemme, ha dichiarato che è un “obbligo morale” appoggiare i palestinesi di Gaza, perché “la riconciliazione è certamente la strada verso la pace. 1,5 millioni di palestinesi a Gaza sono vittime esattamente come sono io”.

Gli altri organizzatori del viaggio sono: “Ebrei europei per una pace giusta” e il gruppo con sede negli Usa, “Voce ebraica per la pace”.

L’imbarcazione, un veliero di 10 metri, è partita dalla Repubblica turca di Cipro del Nord, perché  la parte greco-cipriota ha imposto da maggio la sospensione di tutte le flotte dirette a Gaza, citando “interessi vitali” per il Paese.

Da altre agenzie.

Irene: una nave ebraica sfida il blocco di Gaza

Una nave, con a bordo una decina di militanti pacifisti ebrei, israeliani,
europei e statunitensi, ha lasciato, domenica 26 settembre 2010, il porto di
Famagusta nel nord di Cipro, in direzione della striscia di Gaza. I suoi
occupanti sperano di spezzare simbolicamente il blocco israeliano, secondo
un giornalista dell’Adp.

«Per me è un dovere sacro in quanto sopravvissuto (alla Shoah) di protestare contro la persecuzione, l’oppressione e la reclusione di tanta gente, tra cui oltre 800.000 bambini a Gaza», ha dichiarato all’Afp Reuven Moshkovitz, 82 anni, uno dei passeggeri.
La nave, battezzata Irene, è un veliero che batte bandiera britannica.

Il tragitto verso Gaza dovrebbe, in teoria, durare circa 36 ore. «Noi
abbiamo una strategia non violenta e di non scontro, se l’esercito
israeliano ferma la nave, noi non collaboreremo a portarlo al porto
(di Ashdod)», ha dichiarato Yonatan Shapira, un ex soldato israeliano,
membro dell’equipaggio.

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Una nave ebraica è partita da Cipro verso Gaza

Una nave carica di aiuti destinati alla popolazione di Gaza e
noleggiata da gruppi ebraici  a livello internazionale ha preso il
largo oggi (domenica 26 settembre, ndr) alle 13.32 ora locale.

La nave, Irene, che viaggia con bandiera britannica, ha imbarcato dieci
passeggeri e l’equipaggio.
Sono ebrei degli Stati Uniti, del Regno Unito, dalla Germania e da
Israele. A bordo vi sono anche due giornalisti britannici.
In questo momento di crisi dei colloqui di pace, degli ebrei, degli
israeliani, lanciano un appello affinché sia tolto l’assedio a Gaza e per la
fine dell’occupazione.
Il carico della nave è composto da aiuti simbolici in giocattoli per i
bambini e strumenti musicali, quaderni, reti per la pesca per i pescatori di
Gaza e protesi per interventi chirurgici negli ospedali di Gaza.

L’organizzazione ospite a Gaza è il Programma di salute mentale, diretta
dal dott. Eyad Sarraj, medico psichiatra.
La nave tenterà di raggiungere la costa di Gaza e scaricare gli aiuti con
un’azione simbolica non violenta di solidarietà e di protesta. Sarà
fatto un appello per la fine dell’assedio di Gaza e perché sia possibile la
circolazione di persone e merci da e verso Gaza.
La nave issa diverse bandiere della pace che portano il nome di dozzine di
ebrei che hanno espresso il loro appoggio a questa azione, simbolo del
largo sostegno a questa nave da parte degli ebrei di tutto il mondo.

Da Londra, Richard Kuper del gruppo Ebrei per la giustizia per i
palestinesi membro del gruppo organizzatore, ha dichiarato, oggi, che
la nave ebraica per Gaza è un atto di protesta simbolica contro l’occupazione israeliana dei territori palestinesi e contro l’assedio di Gaza ed è anche un
messaggio di solidarietà con i palestinesi e gli israeliani desiderosi
di pace e giustizia.
«Il governo israeliano non ha il sostegno di tutti gli ebrei», ha detto Richard Kuper.

« Noi ci appelliamo ai governi e ai popoli del mondo perché si esprimano e
agiscano contro l’occupazione e contro l’assedio».

Riguardo il rischio di intercettazione da parte della marina israeliana,
Richard Kuper ha precisato: «questa è un’azione non violenta. Noi vogliamo raggiungere Gaza, ma i nostri militanti non si impegneranno in alcuno
scontro fisico. Non offriremo alcuna ragione né scusa agli israeliani per
ricorrere alla forza o per attaccarli».


Reuven Moshkovitz, passeggero di 82 anni, ha detto di aver dedicato la
propria vita ai nemici degli amici. «Siamo due popoli ma abbiamo lo stesso
futuro» ha aggiunto.
 
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Il numero di telefono satellitare per raggiungere i passeggeri a bordo è: 00
8821668610337

Contatto stampa a Londra: Yosh 00 8821668610337
 
Contatto JNews in Israele: Miri 00 972 549270796
 
Gruppi
di sostegno: Organizzazioni ebraiche e singoli in Olanda,
Germania, Stati Uniti, Svizzera, Danimarca, Svezia, Belgio, Francia,
Austria, Australia e Israele
 
Organizzatori e sponsor: Ebrei Europei per una Pace Giusta (EJJP), Jews
for Justice for Palestinians (Regno Unito), Jüdische Stimme Für einen
Gerechten Frieden in Nahost (Germania), American Jews for a Just Peace
(USA), Jewish voice for Peace (USA), Jews Against the Occupation
(Sydney, Australia) 
 
 

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