Navi iraniane pronte a partire. Free Gaza: ‘Parole dei governi non seguite dai fatti’.

In seguito alle dichiarazioni della Croce rossa sull'irrispettosità dell'embargo israeliano nei confronti delle leggi internazionali, il movimento Free Gaza ha definito i propri tentativi di salpare verso l'enclave costiera “legittimi e necessari”.

Un comunicato dell'associazione, pubblicato oggi, afferma infatti che agli attori umanitari tocca farsi carico della situazione, visto che “i governi rifiutano di farlo”, e i loro forti appelli per la fine dell'assedio non hanno finora visto un grande riscontro nelle azioni: Israele continua ad imporre il suo embargo, e rifiuta di partecipare all'inchiesta internazionale sulla strage della Freedom Flotilla.

Alla luce del fallimento della comunità internazionale nel garantire al popolo di Gaza il diritto a vivere in modo dignitoso, anche l'Iran ha annunciato l'intenzione d'inviare nella regione assediata alcune navi, che si uniranno così a quelle del Free Gaza.

Secondo fonti israeliane, due imbarcazioni hanno già lasciato domenica il porto iraniano di Bandar-Abbas, ma per il loro arrivo nel Mediterraneo bisognerà attendere il permesso dell'Egitto, che controlla il Canale di Suez. Al-Jazeera, citando l'agenzia di stampa iraniana Mehr, ha comunque affermato che le navi salperanno entro la fine della settimana.

Se le navi si avvicineranno alla Striscia di Gaza, avvertono le autorità israeliane, l'attracco verrà impedito con la forza: “La Marina agirà partendo dal presupposto che vi sono dei gruppi provocatori a bordo di qualsiasi futura nave che cerchi di rompere l'assedio di Gaza” scrive il Jerusalem Post citando il vice comandante della Marina, contrammiraglio Rani Ben-Yehuda.

Già il 13 gennaio dell'anno scorso i militari israeliani impedirono a una nave iraniana di fare l'ingresso nelle acque di Gaza, e secondo al-Jazeera anche l'Egitto le rifiutò il permesso di sbarcare nel porto di al-Arish.

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