Negati i diritti delle vittime di guerra da una bozza araba sul rapporto Goldstone

Riceviamo dal Pchr – Palestinian centre for human rights – di Gaza e pubblichiamo.

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite discuterà oggi l'attuazione del rapporto della Commissione d'inchiesta ONU sul conflitto di Gaza (conosciuto come rapporto Goldstone). Una bozza sponsorizzata dalla Lega degli Stati Arabi ha intanto chiesto che a tutte le parti vengano concessi altri cinque mesi per portare a termine le indagini.

Il Centro palestinese per i diritti umani (PCHR) critica fortemente la proroga proposta dalla bozza. Nella sua stesura attuale, questa garantirebbe infatti l'impunità a chi è stato accusato di aver violato gravemente il diritto internazionale. Adottandola, le Nazioni Unite volterebbero letteralmente le spalle alle leggi internazionali e alle vittime dell'offensiva lanciata un anno fa sulla Striscia di Gaza.

Il PCHR ha quindi ricordato come le indagini condotte finora dalle autorità sia israeliane che palestinesi siano state inefficaci ed abbiano fallito nell'applicare il diritto internazionale. Com'è stato osservato in Genuinely Unwilling: Israel's Investigations into Violations of International Law including Crimes Committed during the Offensive on the Gaza Strip, 27 December 2008 – 18 January 2009, il sistema investigativo e giudiziario israeliano è fondamentalmente anti-palestinese. Le inchieste portate avanti da Israele non hanno saputo conformarsi agli standard internazionali in fatto di amministrazione della giustizia.

Indagini ed azioni giudiziarie effettive sono quindi un'eventualità impossibile nell'attuale sistema israeliano. Israele ha mostrato ripetutamente di non essere disposta a condurre inchieste in modo trasparente, e numerosi sforzi sono stati fatti per assicurarsi che le persone accusate di gravi violazioni del diritto internazionale non fossero tenute a pagare per le loro colpe. Israele è considerata responsabile a livello internazionale per non aver condotto indagini autentiche.

Vista la realtà dei fatti, cinque mesi in più non potranno mai portare a risultati reali. La bozza proposta dalla Lega araba non farà che prolungare una situazione d'impunità e negare alle vittime i diritti umani fondamentali e legittimi, compreso il diritto a un effettivo risarcimento giudiziario e all'uguale protezione della legge.

L'obbligo a investigare gravi violazioni della legge internazionale è una componente del diritto internazionale consuetudinario, nonché uno degli elementi cardine del dovere degli stati di garantire i diritti umani. Per essere efficaci, le indagini devono rispondere a due requisiti fondamentali: essere condotte in modo rapido e imparziale. Come osservato dalla Corte inter-americana dei diritti umani, le indagini di Del Caracazo, che proseguono da lungo tempo senza che i responsabili delle clamorose violazioni investigate siano stati identificati o puniti, costituiscono “una situazione di grave impunità e (…) un'infrazione del dovere dello Stato”. Com'è stato notato in modo eloquente dal giudice Goldstone, una giustizia rimandata è una giustizia negata.

L'aspetto più significante del rapporto Goldstone è rappresentato dalle sue raccomandazioni, che illustrano meccanismi di responsabilità espliciti e dettagliati. Il rapporto definiva un intervallo di tempo iniziale di sei mesi; al termine di questo periodo, se non fossero state in corso altre indagini, la Commissione d'inchiesta raccomandava di fare ricorso agli organi di giustizia internazionale, tra cui  la Corte criminale internazionale. Estendere questo limite di tempo di altri cinque mesi equivale a uccidere la vera essenza del rapporto.

Date la scarsa disponibilità d'Israele a condurre indagini trasparenti e l'inabilità delle autorità palestinesi al riguardo, è essenziale che si faccia ricorso ai meccanismi di giustizia internazionale. Invece di prolungare l'imperante situazione d'impunità, l'Assemblea generale dovrebbe chiedere che il Consiglio di sicurezza, concordemente al capitolo VII della Carta dell'ONU, riferisca della situazione in Israele e nei Territori occupati palestinesi alla Corte criminale internazionale.

Allo stesso modo, tutti gli stati devono adempiere all'obbligo d'indagare e perseguire chi è accusato di gravi violazioni del diritto internazionale di fronte ai tribunali locali, in accordo al principio di giurisdizione universale.

Non si può permettere all'impunità di avere la meglio. Gli individui accusati di simili reati, che includono gravi infrazioni delle Convenzioni di Ginevra e crimini contro l'umanità, devono essere chiamati a pagare. Sostenere i diritti delle vittime è un nostro dovere.

 

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