Negev: le forze israeliane distruggono moschea di Rahat

Negev – InfoPal e Imemc. Ieri, un grande spiegamento di forze israeliane ha invaso la città beduina di Rahat, nel sud dei territori israeliani, e ha demolito una moschea edificata “senza permesso”.
Le truppe israeliane erano accompagnate da dirigenti dell'”Amministrazione delle terre israeliane”, un'organizzazione sionista impegnata nella sottrazione di terra palestinese.

ll sindaco della cittadina, Fayez Abu Sahiban, ha annunciato alcuni giorni di sciopero in tutte le scuole e le istituzioni pubbliche, per protestare contro la demolizione della moschea, avvenuta, tra l'altro, pochi giorni prima della grande festa islamica del Sacrificio – Eid al-Adha.

“Non è una questione di licenza mancante: è un problema politico – ha dichiarato il sindaco -. Lo stato ebraico sta portando avanti una serie di politiche barbare contro i cittadini arabi”.

I beduini, come gli altri abitanti palestinesi, vivono in Palestina da generazioni, da secoli, ma a seguito della creazione di Israele, nel 1948, il loro diritto all'esistenza è continuamente minacciato. Gli occupanti israeliani li hanno trascinati da un luogo all'altro, impedendo loro la costruzione di case e di altri edifici, e hanno distrutto e trasferito qua e là interi villaggi.

Le autorità israeliane hanno forzatamente spostato la popolazione beduina all'interno della cittadina di Rahat, senza fornire anche i più elementari servizi.

La moschea distrutta domenica era stata costruita sette mesi fa, su un terreno vuoto.

Circa un migliaio di persone hanno protestato contro la demolizione del luogo di culto, cercando di opporsi al lavoro dei bulldozer: 5 cittadini sono stati arrestati.

I residenti hanno iniziato a ricostruire la moschea subito dopo la sua distruzione, e hanno dichiararato ai reporter accorsi sul posto che “non importa quante volte le autorità israeliane la demoliranno, noi la riedificheremo di nuovo”.

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