Nessun cambiamento dopo la rivolta egiziana. Divieto di spostarsi per i palestinesi di Gaza

Rafah (Gaza) – al-Jazeera, InfoPal. Decine di palestinesi in viaggio attraverso il valico di Rafah, al confine tra la Striscia di Gaza e l'Egitto, sono stati bloccati dagli apparati della sicurezza nazionale egiziana. 

Si tratta di studenti, malati e sofferenti e altri cittadini in viaggio e, soprattutto, nessuno di essi compariva sulle liste di coloro ai quali è “vietato o interdetto” soggiornare in Egitto. 

Lo scorso 20 febbraio, il valico di Rafah era stato aperto dalle autorità egiziane sull'onda dei disordini interni che avevano portato alla fine del trentennale regime di Hosni Mubarak. A partire da allora, malati e studenti, e residenti in Egitto avevano attraversato il valico di Rafah con una media di 300 passeggeri al giorno. Oggi i dati si abbassano di colpo per decisione degli apparati di sicurezza egiziani. 

Il futuro per gli studenti della Striscia di Gaza. In questo modo, il corso di studi di migliaia di studenti palestinesi della Striscia di Gaza è a rischio. Essi devono raggiungere le sedi dei propri studi e in molti sono esposti al pericolo di non riuscire a concludere l'anno accademico con la promozione. Per questo, essi si sono rivolti direttamente al primo ministro egiziano, 'Ussam Sharaf, affinché intervenga nelle decisioni delle quali gli studenti palestinesi considerano la sicurezza egiziana pienamente responsabile. 

“Divieti ingiustificati”. Così ha definito 'Ayyoub Abu Sha'ar, a capo della polizia di frontiera di Rafah, le decisione degli ultimi giorni da parte egiziana: “Tutti coloro ai quali attualmente l'Egitto proibisce di viaggiare sono in possesso di titoli di viaggio e documenti validi. Tutto è in regola”. 

“Ma, ad oggi, non oltre 35 palestinesi riescono ad attraversare la frontiera e il resto che resta bloccato non rappresenta nessuna minaccia per la sicurezza dell'Egitto, come invece si lascia ad intendere. Essi, infatti, non compaiono in nessuna lista di sicurezza”, ha affermato Abu Sha'ar, ribadendo così quanto summenzionato. 

Nessun miglioramento dopo la rivoluzione egiziana. Ancora Abu Sha'ar, “Subito dopo i primi risultati della rivolta egiziana, speravamo in un cambio quasi immediato nella politica di gestione del valico di frontiera. Tuttavia dall'Egitto ai Paesi arabi stiamo solo ricevendo rifiuti e si sono create situazioni molto complesse”. 

“A partire dal 18 febbraio, avevamo concordato con le autorità egiziane il passaggio di almeno 300 palestinesi, mentre oggi gli ufficiali egiziani permettono l'attraversamento di Rafah ad una media di 70-80 viaggiatori fino a 35 persone al giorno soltanto”. 

L'ufficiale palestinese ha ricordato il disagio – che si protrae da decine di giorni – di numerosi palestinesi intrappolati nei vari aeroporti internazionali. Le autorità egiziane continuano a vietare ad essi il permesso di atterrare da Paesi terzi verso l'Egitto, e tanto meno di attraversare il proprio territorio. 

Anche il corrispondente di al-Jazeera.net, Ahmed Fayyad, ha riportato la notizia scrivendo che “numerosi palestinesi tra studenti, malati e sofferenti si trovano in questa situazione e che per molti di essi i costi iniziano ad essere insostenibili. Qualcuno ha esaurito del tutto le proprie risorse finanziarie”. 

Fayyad ha inoltre raccontato il caso di 'Adnan al-Himadin, di Beit Hanoun, fermo in Malesia insieme ad altri 100 palestinesi circa. Nel denunciare questa storia che sta interessando i palestinesi ovunque nel mondo, l'uomo gli ha confidato quanto crede, ovvero che “la soluzione per essi è sospesa sulla stabilità politica dell'Egitto”. 

'Arafat Madi, palestinese di Khan Younes, è invece bloccato all'aeroporto di Jedda, dove si era dovuto recare per ricevere cure mediche. In un'intervista telefonica con al-Jazeera.net alcune famiglie hanno confermato il disagio mentre qualcuno, come il caso di una famiglia palestinese composta da sette membri, tutti in viaggio, ha raccontato di trovarsi in quest'attesa da 30 giorni nella quale ha speso una cifra di circa 9 mila dollari. 

Kamal Madi, garante del ministero dell'Interno e membro dell'autorità dei valichi di frontiera ha raccontato che le autorità egiziane avevano promesso di lasciar passare numerosi casi umanitari. Tuttavia, dopo intere settimane di discussioni, gli impegni non sono stati mantenuti e continua per questi palestinesi il divieto di atterrare all'aeroporto del Cairo da altri aeroporti come di attraversare il territorio egiziano. 

Il governo della Striscia di Gaza intanto, continua il proprio lavoro diplomatico con i Paesi coinvolti in questa faccenda per trovare una soluzione nel più breve tempo possibile, mentre ha prorogato il proprio appello al Consiglio supremo delle forze armate egiziane. 

A tal proposito, è rilevante quello sull'elevato numero di palestinesi che studiano presso gli atenei egiziani, tutti ancora fermi sul lato palestinese. 

Dal nostro corrispondente abbiamo appreso oggi che, nelle ultime ore, l'autorità di frontiera palestinese ha divulgato una lista degli studenti che dovrebbero urgentemente viaggiare. Dopo aver raccolto via e-mail i nominativi dei diretti interessati, 71 studenti dovrebbero entrare in Egitto domani, 8 marzo. Questo è almeno quanto si sono impegnati a rispettare le autorità egiziane. 

 

(Nella foto: passeggeri palestinesi bloccati all'aeroporto internazionale del Cairo. Al-Jazeera.net).

 

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