Netanyahu a Mitchell: colonie ‘linea invalicabile’.

Tel Aviv – Agenzie. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato ieri sera all'inviato Usa George Mitchell, in visita in Medio Oriente, che Israele non fermerà le attività di colonizzazione nei territori occupati, inclusa Gerusalemme est. 

L'incontro tra i due ha avuto luogo poco dopo l'arrivo in Israele di Mitchell e della sua delegazione, per quella che è la prima visita da sei settimane.

Netanyahu ha dichiarato esplicitamente alla Tv israeliana che “le colonie sono da considerare una linea invalicabile”; ha quindi sminuito le differenze di punti di vista tra Israele e Stati Uniti, definendo le relazioni tra i due paesi aperte e sincere.

Inoltre, il premier ha accusato i palestinesi di porre ostacoli e precondizioni agli sforzi di ripresa del processo di pace.

Per quanto riguarda l'Iran, Netanyahu ha suggerito che gli Usa dovrebbero aumentare le sanzioni nei confronti di Teheran, aggiungendo comunque che “Israele si riserva il diritto di difendersi”.

Ha anche affermato che il suo paese non è interessato a una guerra, e che l'Iran, tuttavia, vende armi di contrabbando al partito libanese di Hezbollah attraverso il confine con la Siria.

Philip Crowley, portavoce del Dipartimento di Stato, ha risposto alle rivendicazioni del primo ministro sostenendo che gli “Stati Uniti comprendono la posizione israeliana”, ma che la situazione in Medio Oriente non può rimanere nelle attuali condizioni.

Israele e i palestinesi, ha aggiunto Crowley, hanno le loro responsabilità e dovrebbero adempiere agli impegni che spettano a ciascuno di loro, allo scopo di creare un'atmosfera che permetta al processo di pace di sbloccarsi.

Dopo il colloquio con Netanyahu, è previsto per oggi l'incontro a Ramallah tra Mitchell e il presidente palestinese Mahmud Abbas, che ieri ha ricevuto una telefonata dal segretario di Stato americano Hillary Clinton. Secondo la ex first-lady, il presidente Barack Obama sarebbe deciso a risolvere tutte le questioni di status territoriale, e in particolare s'impegnerebbe a perseguire la soluzione dei due stati, israeliano e palestinese.

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