Netanyahu: il congelamento delle colonie è un ostacolo alla pace.

 

Tel Aviv -Agenzie. “È ora che il presidente palestinese Mahmud ‘Abbas prenda il coraggio a due mani e riveli al suo popolo che il conflitto israelo-palestinese è finito”: lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu alla stampa israeliana subito dopo una riunione di gabinetto, convocata per rivedere il fallimento dei dialoghi con l’inviato speciale Usa George Mitchell sulla costruzione delle colonie in Cisgiordania.

Mitchell e Netanyahu si sono infatti incontrati ieri mattina senza raggiungere un accordo sulla questione del blocco degli insediamenti, il principale ostacolo in vista di una seduta a tre che veda la partecipazione di ‘Abbas, Netanyahu e il presidente Usa Barack Obama. Il “triangolo” si svolgerebbe a fianco dell’imminente riunione dell’Assemblea generale Onu a New York. Per oggi è previsto un nuovo incontro tra l’inviato americano e il premier israeliano.

Il parere dato dal gabinetto ha intanto ribadito che il conflitto in Medio Oriente non avrà fine se i palestinesi continueranno a chiedere uno stop di un intero anno alla costruzione degli insediamenti. Israele, da parte sua, spinge per un blocco temporaneo che duri solo nove mesi, e che non includa né le colonie già avviate né la naturale crescita demografica.

Dall’altra parte, ‘Abbas ha respinto in modo categorico la ripresa dei negoziati senza un congelamento totale dell’espansione coloniale.

A questo proposito, in un’intervista al quotidiano israeliano Ma’ariv, Netanyahu ha proposto un’analogia un po’ azzardata, sostenendo che “il presidente Mamud ‘Abbas dovrebbe fare ciò che fecero il presidente egiziano Anwar as-Sadat e il re Hussayn di Giordania, quando compirono la scelta coraggiosa di porre fine al conflitto e firmare il trattato di pace con Israele”.

 

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