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A Gaza si percepisce il rischio di crollo umanitario

El Financiero Online – Messico

Il blocco israeliano nella Striscia di Gaza alimenta il rischio di un imminente collasso umanitario, ha avvertito oggi Filippo Grandi, commissario dell’ “Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA)”. “Israele permette il passaggio di cibo e medicinali ai territori occupati, questo lo dobbiamo riconoscere”, ha ammesso Grandi in un'intervista al termine della una visita ufficiale a Roma. Ma ha aggiunto che il permesso israeliano risulta comunque insufficiente in confronto alle esigenze reali di una comunità grande come quella di Milano o di Barcellona; ha dichiarato, inoltre, che gli ostacoli che questa situazione provoca alla vita quotidiana di ogni singola persona sono un problema serio.

16/04/2010

Highlights della settimana

I coloni ebrei si conformano alla provocazione

Gli eccessi dei coloni ebrei in Cisgiordania si avvicendano senza che l'esercito o i tribunali israeliani intervengano. Ora è toccato al villaggio di Hawara, vicino Nablus nella Cisgiordania settentrionale che (per la seconda volta in questa settimana) è stato testimone della violenza dei coloni, discesi durante la notte dagli insediamenti vicini.

I colonos israeliani profanano una moschea nei territori occupati della WB

Testimoni e fonti ufficiali palestinesi hanno informato che i coloni israeliani hanno bruciato due auto e profanato una moschea questa mattina nel villaggio palestinese di Hawara, nel nord della WB. Hanno specificato che i coloni hanno inciso alcune strisce sui muri della moschea del villaggio palestinese di Huwara, scrivendo il nome del Profeta Maometto in caratteri ebraici per poi inciderlo con la stella di David, simbolo dell'ebraismo.

I palestinesi alzano il tono contr Israele a causa della minaccia di espulsioni

Circa 200 palestinesi si sono riuniti nel centro di Ramallah, la sede dell’Autorità palestinese in Cisgiordania, gridando “Abbasso l'apartheid israeliano, Palestina libera”. “Abbiamo il diritto di circolare nel nostro paese”, cantavano i manifestanti. Domenica, il quotidiano Haaretz e un’organizzazione contro l'occupazione israeliana della WB, Hamoked, hanno segnalato un nuovo ordine militare che potrebbe consentire l’espulsione o la detenzione di migliaia di palestinesi che vivono nella WB, ma che figurano con altro indirizzo nei documenti, al fine di prevenire infiltrazioni.

La Corte Suprema spagnola archivia la causa contro Israele riguardo l’attacco su Gaza

La Corte Suprema ha respinto i ricorsi contro la decisione del tribunale nazionale di archiviare il caso che investigava sull’attacco di Israele alla Striscia di Gaza del 22 luglio 2002, nel quale morirono un leader di Hamas e quattordici civili e altri 150 risultarono feriti. Nel giugno dello scorso anno tutta la sezione penale del tribunale nazionale accettò di archiviare definitivamente il caso in cui il giudice Fernando Andreu era incaricato di giudicare il ricorso presentato.

Entra in vigore la legge israeliana che apre la porta alla deportazione di migliaia di palestinesi della Cisgiordania occupata

L'esercito israeliano ha comunicato oggi l'entrata in vigore di una norma che apre la porta alla deportazione di migliaia di palestinesi della Cisgiordania occupata. L'esercito precisa che la legge attuale permette “il rimpatrio dei residenti illegali nel quadro di un processo amministrativo che non richiede un controllo giudiziario”, mentre la nuova ordinanza ha come obiettivo il “permettere che ci sia un controllo giurisdizionale”. Nel testo si aggiunge che la norma “non si applicherà ai residenti che sono inclusi nel censimento della popolazione”.

I palestinesi denunciano “la peggiore misura razzista' dell’occupazione israeliana

Il leader palestinese Nabil Sha'ath oggi ha descritto l'ordine di imprigionare e deportare gli abitanti della Cisgiordania, che non siano ancora in possesso di un permesso rilasciato dalle autorità israeliane, come “il peggior provvedimento razzista” adottato dall'occupazione israeliana. Ha poi lamentato che “il provvedimento consentirà, per esempio, che il potere militare israeliano consideri infiltrati i palestinesi che hanno sempre vissuto in Cisgiordania ma che non ci sono nati, i bambini nati in Cisgiordania da genitori di Gaza e le donne che vivono nella Striscia di Gaza”.

Israel demolisce construzioni palestinesi in Cisgiordania

Una ONG palestinese ha reso noto che mercoledì alcuni bulldozer sorvegliati dai soldati israeliani hanno demolito svariate proprietà in due villaggi della Cisgiordania, lasciando nove palestinesi senza casa. L'esercito israeliano ha confermato la demolizione di una casa nel villaggio di Khader (vicino a Betlemme) e di un’altra costruzione–descritta come incompiuta e disabitata –nel villaggio di Haris nel nord della WB. Secondo il l’organizzazione del “Comitato di Coordinamento della Lotta popolare”, con sede in Cisgiordania, nove persone, tra cui un bambino, vivevano proprio nella casa distrutta di Khader.

L’accusa farà appello alla Corte Costituzionale per l’archiviazione del caso dell’attacco israeliano a Gaza

L’accusa popolare ha annunciato oggi che farà appello alla Corte Costituzionale per la decisione della Corte suprema di archiviare il caso ancora aperto nei confronti di sette alte cariche israeliane per il bombardamento di Gaza dell’anno 2002. In un comunicato, il “Comitato di solidarietà con la causa araba” e la “Associazione Al Quds per la Solidarietà con i popoli del mondo arabo”, che rappresentano l'accusa popolare nel caso, hanno detto di aver sperato nella decisione della Corte Suprema e ritengono falso che ci sia stata in Israele un'inchiesta giudiziaria indipendente “degna di questo nome”.

Brasile, India e Sudafrica pretendono che Israele congeli gli insediamenti

I ministri degli Esteri di Brasile, India e Sudafrica hanno chiesto oggi che Israele congeli gli insediamenti nei territori palestinesi occupati, a seguito di un incontro con il loro equivalente palestinese, Raid Malki. Questi paesi emergenti hanno inoltre chiesto al governo israeliano di revocare la decisione di costruire case a Gerusalemme Est e hanno espresso “grande preoccupazione” per la legge militare israeliana che apre la porta a deportazioni di massa in Cisgiordania, entrata in vigore questa settimana.

Mutilato, malato y denenuto

Era già abbastanza grave che il ragazzo Ahmad Asfour fosse rimasto mutilato, a seguito dell’attacco a un aereo israeliano privo di equipaggio, il 9 gennaio 2009. Quando poi ha richiesto di ricevere particolari cure mediche, è stato messo in carcere. Secondo Mahmoud Abo Rahma, del centro “Al Mezan per i diritti umani”, non sono stati molti i palestinesi arrestati come è stato nel caso di Ahmed, ma è sempre più comune che ai pazienti che entrano Israele siano negate le cure a meno che loro o i loro familiari non accettino di collaborare con le agenzie di intelligence dello Stato ebraico.

Gerusalemme, destinati agli allievi delle scuole palestinesi la metà dei fondi rispetto a quelli riservati agli istituti ebraici

Il consigliere comunale legale Yossi Havilio ha dichiarato che gli studenti delle elementari di Gerusalemme est (la parte araba della città) ricevono la metà dei fondi pubblici rispetto a quelli che frequentano le scuole ebraiche nella zona ovest della città. Secondo Havilio, le scuole nella parte israeliana di Gerusalemme hanno ricevuto 408 shekel per studente (81 €), rispetto ai 214 (43 €) ricevuti dalle scuole dell’est, come riporta il quotidiano “Yedioth Aharonot “.

La Corte Suprema ha chiuso il caso contro l’ex ministro della Difesa israeliano, e altri sei soldati, per la morte di 15 civili a Gaza

La Corte suprema ha chiuso il caso contro l'ex ministro della Difesa israeliano Benjamin Ben Eliezer, e le altre sei cariche militari per il bombardamento della Striscia di Gaza nel 2002, che pose fine alla vita di 14 civili e di quella di un leader di Hamas. Il caso è arrivato ai tribunali spagnoli da parte del “Comitato di Solidarietà con la causa araba”. La sentenza del giudice Andreu imputava i crimini di genocidio e terrorismo ai militari israeliani sospettati di aver organizzato l'attacco. Secondo il principio di giustizia universale, il giudice si dichiarava competente nell’indagare ciò che è accaduto, di fronte all’inerzia del governo israeliano denunciato dall'accusa.

L’assassino silenzioso

 “Molta sonnolenza e vertigini, fantasie per la testa e tutto quello che volete fare è semplicemente dormire. Tutto quello che si sente è la pace, non si sa nemmeno cosa sta accadendo e, se non si interviene immediatamente, si muore in pochi minuti”, ha detto all'IPS la palestinese Enaam Nada Abu. Lei è una dei pochi fortunati che sono sopravvissuti per raccontarlo. In febbraio, questa operatrice umanitaria e sua figlia Nevine, 20, erano nel loro appartamento a Gaza, vicino a un generatore elettrico per le emergenze, quando il monossido di carbonio emesso dal dispositivo ha invaso l’appartamento.

Khalida Jarrar: la strategia politica palestinese deve sostenere la resistenza del nostro popolo

La compagna Khalida Jarrar, membro del “Burò politico del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina”, ha chiesto l’elaborazione di una strategia unitaria palestinese che rafforzi la resistenza palestinese e ha respinto il percorso fallito e pericoloso dei negoziati con l'occupazione. In un'intervista rilasciata l'8 aprile del 2010 a Gerusalemme Net News, la Jarrar ha sottolineato l'importanza della lotta politica a livello internazionale, sottolineando che gli USA sono un alleato strategico delle forze di occupazione israeliana.

La mia bella Palestina

Queste righe sono dedicate a tutti i genitori palestinesi in esilio e alle file interminabili di ulivi piantati in tutto il mondo. Pochi giorni fa, mio padre mi ha mandato un'e-mail con una foto di mia madre e lui con orgoglio accanto al mio fratello più giovane: un giovane ulivo piantato nel loro giardino di Queensland (Australia). Alla vista di quella foto, ero molto emozionato più di quanto potessi immaginarmi nel pensare alla mia cara Palestina.

Per i palestinesi l’occupazione diviene ora apartheid

Per il capo negoziatore palestinese, Saeb Erekat, l’ordine militare israeliano che è entrato in vigore oggi e che apre la porta alla deportazione di migliaia di residenti della Cisgiordania, presuppone che “l'occupazione si sia trasformata in apartheid”. “Il nuovo ordine riflette lo sviluppo di 43 anni di occupazione. L'occupazione corrompe, e nel presentare il nuovo assetto Israele ha dichiarato ufficialmente la trasformazione dell’occupazione in un regime di apartheid”, ha affermato Erekat in un'intervista a Efe.

Relazione sulla violenza da parte dei coloni israeliani in Cisgiordania: gennaio-febbraio 2010

Il 9 gennaio, circa 30 coloni, alcuni dei quali armati, provenienti dall'insediamento di Bat Avin (nord-ovest di Beit Ommar), hanno attaccato un gruppo di contadini del villaggio che lavoravano la terra nella zona di Wadi El Resh. I coloni hanno lanciato pietre e hanno sparato in aria per convincere gli agricoltori a lasciare la terra. Gli agricoltori sono Jaber.

Israele autorizzerá la costruzione di una sinagoga a Gerusalemme Est (radio)

Secondo quanto annunciato dalla radio dell’esercito martedì, il sindaco di Gerusalemme si prepara ad autorizzare la costruzione di una sinagoga e una scuola nel quartiere israeliano di Gilo in Gerusalemme Est, sui terreni sequestrati ai palestinesi. Il progetto deve essere ancora approvato giovedì dalla commissione di progettazione e costruzione della città di Gerusalemme. Il presidente di tale commissione, Kobi Jalon, ha confermato l'esistenza di questo progetto alla radio stessa.

Le richieste dei detenuti palestinesi

Eugenio García Gascón annunciava su “Público” di venerdì scorso, 9 aprile, lo sciopero della fame che hanno iniziato i 7 mila (7000!) prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri del liberale e democratico stato di Israele. Il loro obiettivo: migliorare le loro condizioni di vita. Ci sono cinque richieste fondamentali. La quarta è quella di poter vedere il canale televisivo arabo Al-Jazeera, vietato nelle carceri israeliane senza, ovviamente, che sia stata data alcuna spiegazione.

Più di 7.000 palestinesi sono prigionieri di Israele

A Ramallah oggi l’Istituto Centrale di Statistica, che dipende dalla Autorità nazionale palestinese (ANP) ha rivelato che più di 7.000 palestinesi, 270 dei quali minorenni, sono prigionieri in Israele. Il dato ha mostrato una riduzione detenuti in relazione al record di 11.000 che si era riusciti a raggiungere in passato. Le autorità palestinesi commemoreranno domani la “Giornata del detenuto palestinese”; tre dei prigionieri si trovano in questa condizione da 30 anni, 315 da più di 15, mentre altri 264 sono in attesa di processo.

Israele punisce i detenuti palestinesi dello sciopero della fame

Le autorità carcerarie israeliane hanno sanzionato decine di prigionieri palestinesi, considerati responsabili dello sciopero della fame di tre giorni, cui i prigionieri sono stati chiamati. Il primo giorno di questa protesta ha avuto luogo il 7 aprile e le restanti due giornate sono il 17 e il 27 di questo mese. Le misure punitive riguardano i carcerati di vari centri, compresi 36 detenuti di Damun, un carcere situato nella periferia della città di Haifa.

Gaza: bloccata la salute

Per il fatto che il Cile è così lontano, isolati come tutti sappiamo da una catena montuosa immensa, dal deserto più arido del mondo, dall'Antartide a sud e da tutto l'Oceano Pacifico, di solito ci sono problematiche che passano inosservate alla maggior parte, ma che sono estremamente importanti in tutto il mondo.

Eventi sportivi per promuovere l’integrazione di atleti disabili a Nablus

La città di Nablus e lo Sport Club di Eibal mercoledì hanno organizzato un pic-nic e competizioni sportive, per un gruppo di atleti disabili palestinesi, con l'aiuto di una dozzina di studenti e di funzionari locali. Sessanta bambini hanno partecipato alla manifestazione, gareggiando in ping-pong, basket e corsa in carrozzina nella scuola di As-Salahiyah, nel centro della città di Nablus.

Traduzione per Infopal a cura di Erica Celada

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