Newsletter da Palestinalibre.org

Netanyahu rifiuta di discutere il destino della città di Gerusalemme occupata

Agenzia “Prensa Latina”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito oggi, alcune ore prima dei colloqui con l'inviato speciale statunitense per il Medio Oriente, il suo rifiuto a discutere con i palestinesi il destino di Gerusalemme occupata. Netanyahu ha detto ai giornalisti di aver parlato con l'inviato americano George Mitchell, arrivato da poco nella regione, sulla possibilità di accettare un accordo temporaneo in materia di frontiere del futuro stato palestinese. Tuttavia, ha mantenuto la sua posizione, anche durante un eventuale periodo transitorio, secondo la quale Israele continuerà a costruire insediamenti per i coloni ebrei nei territori occupati di Gerusalemme est e in Cisgiordania, ovvero il tema principale di scontro con i palestinesi.

23/04/2010

Highlights della settimana

ONU: il blocco impedisce a migliaia di bambini di frequentare le scuole a Gaza

L'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) ha riferito oggi che il blocco israeliano sulla Striscia di Gaza sta lasciando migliaia di bambini rifugiati senza possibilità di accedere alla scuola, perché l'ONU non ha più materiali (come l'alluminio), per costruire altri centri. John Ging, direttore delle operazioni dell'UNRWA a Gaza, ha affermato che “durante gli ultimi due anni, migliaia di bambini non sono stati in grado di iscriversi alle scuole della ONU” dal momento che sono sovraffollate; si prevede che la cifra “sia molto e sempre più grande”, considerando che soltanto l'anno scorso sono nati 52.000 bambini nella Striscia.

Israele libera dalla Cisgiordania verso Gaza un detenuto palestinese; è l’inizio dell’espulsione dei palestinesi dalla Cisgiordania?

Israele, mercoledì, ha rilasciato un detenuto palestinese nella Striscia di Gaza, anziché liberarlo in Cisgiordania dove vive la sua famiglia: così hanno dichiarato l’ex detenuto e un funzionario palestinese, che accusano ora Israele di mettere già in pratica un nuovo discutibile ordine militare. Il prigioniero, Ahmad Sabah, 40 anni, è stato condotto dall’esercito israeliano al confine di Beit Hanun-Erez, che separa Israele dalla Striscia di Gaza; ma Sabah si è rifiutato di entrare nella Striscia ed è rimasto sul lato palestinese della frontiera di Beit Hanoun.

La UNRWA pretende che si includa il problema dei 4,7 milioni di rifugiati in “tutte” le discussioni di pace

Il commissario generale dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA), Filippo Grandi, ha scelto oggi di includere i 4,7 milioni di rifugiati palestinesi in qualsiasi soluzione del conflitto israelo-palestinese, che si trascina ormai da quattro decenni. Nella sua prima visita in Spagna, Grandi ha riferito in una conferenza stampa a Madrid che l'UNRWA ha il mandato di proteggere i rifugiati palestinesi che fuggirono dalle loro case nel 1948, anno della creazione dello Stato d'Israele, e i loro discendenti stabilitisi in Giordania, Libano, Siria, Cisgiordania e Gaza.

L’ONU denuncia che Israele possa detenere o espellere qualunque cittadino della Cisgiordania

Il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati, Richard Falk, ha messo in guardia oggi contro due ordini militari delle forze di difesa israeliane in grado di “trattenere, perseguire, imprigionare e deportare” qualsiasi persona in Cisgiordania. In questo senso, ha rivelato che questi ordini includono “una vasta gamma di violazioni dei diritti umani internazionali e del diritto internazionale umanitario” e sono in contrasto con la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici.

I palestinesi ricordano ai loro prigionieri “la colonna vertebrale della resistenza”

Migliaia di uomini, donne e bambini hanno partecipato sabato alla manifestazione convocata dall'OLP, in piazza Al Manara di Ramallah per chiedere la liberazione dei prigionieri.

Intervista con Filippo Grandi, commissario generale della UNRWA: “La pressione della UE e degli USA per porre fine al blocco di Gaza è insufficiente”

Filippo Grandi (Milano, 1957) presenta il suo mandato di tre anni come commissario generale dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) per affrontare la sfida che dura da 60 anni, –il miglioramento delle condizioni di vita nei campi profughi?, e altre due contingenti, ma che minacciano seriamente di diventare durature.

Migliaia di palestinesi ricordano la “Nakba”: la tragedia che permise la creazione di Israele

Migliaia di palestinesi hanno celebrato oggi la “Nakba”, la tragedia che ha portato 62 anni fa alla creazione dello Stato ebraico. Circa 3.000 palestinesi, compresi i membri del parlamento ebraico (Knesset), si sono riuniti in un villaggio abbandonato a nord del paese per celebrare in anticipo la Giornata della Nakba, che coincide con il giorno in cui Israele celebra la sua indipendenza. I palestinesi e gli arabi in Israele ricorderanno il 15 maggio, data della creazione dello stato ebraico secondo  il calendario universale, la Giornata della Nakba, il dramma e lo sfollamento di centinaia di migliaia di loro a seguito del primo conflitto arabo- Israele nel 1948.

Israele attacca alcuni pescherecci palestinesi e blocca nuovamente la Cisgiordania

Un pescatore palestinese è stato ferito oggi da colpi sparati da imbarcazioni della Guardia Costiera di Israele, il giorno dopo un altro attacco che aveva causato danni a imbarcazioni civili, mentre le forze di occupazione hanno rafforzato il blocco in Cisgiordania. Fonti palestinesi nella Striscia di Gaza hanno riferito che barche militari israeliane hanno sparato contro un peschereccio a vela al largo di Rafah, una città a sud dell'enclave, e provocato la morte di uno degli occupanti. L'attacco è stato ripetuto soltanto 24 ore dopo che una nave della marina militare sionista aveva aperto il fuoco contro alcune barche di pescatori a Al-Sudaneya.

Il fuoco inestinguibile di Deir Yassin

È come se nello stesso momento in cui sono passato da Bab al-Amud, la porta di Damasco, nella città vecchia di Gerusalemme, mi avessero contemporaneamente portato indietro nel tempo in un luogo proibito, in un posto che mi ha fatto sentire come se fossi entrato clandestinamente solo per aver osato guardare, un luogo che ora appartiene ad altri. “Quel luogo di cui Lei parla, già non esiste più.”

Uno stato palestinese, ora!

Il 17 aprile 2010, è stato pubblicato sul quotidiano “El Mundo”, un articolo di José Antonio Martín Pallín, magistrato e commissario della Commissione internazionale dei giuristi, in cui l'autore ritiene che il riconoscimento internazionale di uno Stato palestinese non può richiedere molto altro tempo. È trascritto completamente qui di seguito.

Il relatore speciale dell’ONU accusa Israele di violazioni dei diritti umani

Il relatore speciale delle Nazioni Unite per la situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati, Richard Falk, giovedì ha accusato Israele di violare la Quarta Convenzione di Ginevra e altre norme internazionali sulla difesa dei civili nei conflitti. “Un amplio numero di violazioni delle leggi internazionali dei diritti umani e della legge umanitaria può essere legato ad azioni intraprese dal governo di Israele” in virtù delle due ordinanze adottate l'anno scorso dalle forze armate del paese, secondo Falk.

L’Accusa Popolare farà ricorso presso la Corte Suprema contro l’archiviazione della causa contro i 7 alti funzionari israeliani per il bombardamento di Gaza del 2002

In seguito alla decisione, sperata da questa accusa, della Corte Suprema di rifiutare i ricorsi contro l’archivio di questa causa (un attacco attraverso un bombardamento israeliano con l'esplosione di una bomba di più di una tonnellata che ha causato l'uccisione di 15 persone a Gaza nel 2002, nella quale si accusavano sette alti funzionari israeliani), l’Accusa Popolare, il Comitato di solidarietà con la causa araba e la Associazione Al Quds per la Solidarietà con i Popoli del mondo arabo faranno ricorso presso la Corte Costituzionale.

Porterò il lutto per la Nakba

Io porterò il lutto per la Nakba. Porterò il lutto per la Palestina scomparsa che, per la maggior parte, non conoscerò mai. Porterò il lutto per la Terra Santa, che perde la sua umanità, i suoi paesaggi, la sua bellezza e i suoi figli sull’altare del razzismo e del male. Mi metterò il lutto per i giovani ebrei che invadono e profanano le case familiari a Sheikh Jarrah, che cacciano i loro abitanti in strada e ballano e cantano in memoria di Baruch Goldstein, il noto assassino di bambini palestinesi, mentre i proprietari sfrattati dalle case con i loro bambini e anziani dormono sotto la pioggia, in strada, di fronte alle loro case. Porterò il lutto per i soldati e poliziotti che proteggono questi malvagi oppressori ebrei ortodossi senza alcun rimorso.

Un tribunale egiziano emetterà la sentenza in giugno riguardo la costruzione del muro di Gaza

Un tribunale ha annunciato martedì che emetterà la sentenza il prossimo 29 di giugno riguardo l’accusa presentata da attivisti filo palestinesi e giuristi contro il governo egiziano a causa della costruzione di un muro lungo la frontiera con la Striscia di Gaza. L’azione legale contro il primo ministro egiziano, Ahmed Nazif, era stata presentata in ritardo l'anno scorso, hanno dichiarato a Efe le fonti giudiziarie, aggiungendo che il caso lo sta seguendo la Corte di giustizia amministrativa del Consiglio di Stato.

ONG spagnole chiedono a Moratinos che interceda per loro di fronte a Israele

Diverse ONG spagnole presenti nei territori palestinesi occupati hanno chiesto al ministro spagnolo degli esteri e della cooperazione, Miguel Angel Moratinos, di intercedere per loro presso Israele dopo che questo paese ha deciso di cambiare il tipo di visti concessi agli aiuti internazionali: ricevono permessi di turisti dove si specifica che non possono lavorare, anche se in pratica questo viene comunque concesso.

Dalla prigione alla deportazione, senza passare da casa

Dopo nove anni chiuso in una cella, le speranze di Ahmad Sabah di tornare con la sua famiglia sono state distrutte: è diventato il primo palestinese della Cisgiordania deportato a Gaza con la nuova legislazione israeliana. Mercoledì scorso, Sabah aveva ottenuto la sua libertà, ma è stato trasferito direttamente alla Striscia palestinese, anche se prima di essere imprigionato risiedeva con la famiglia nel villaggio di Thenaba, presso Tulkaren (Cisgiordania settentrionale).

I surfisti di Gaza

Anche in una bella giornata di sole con le onde che si infrangono, la spiaggia di Gaza non è un paradiso. Alcuni ragazzi giocano a palla tra la spazzatura. Dietro di loro si vedono i resti di alcuni edifici bombardati l'anno scorso durante il conflitto con Israele, che non è ancora finito. Il mare che circonda a Gaza è altamente contaminato da circa 60 milioni di litri di acque non depurate – non trattate o parzialmente trattate – scaricati in mare ogni giorno.

Il soldato che scoprì gli ordini segreti dell’esercito

L'ex soldato Anat Kamm ha 23 anni e un alto quoziente intellettivo. Ha svolto gran parte del suo servizio militare presso la sede centrale dell'esercito, come assistente del generale Yair Naveh. La sua posizione le ha dato accesso a documenti segreti, presenti sui computer più sicuri della sede. Poco prima di completare il servizio militare, Anat riuscì a copiarli e trasferirli sul proprio PC. Poi si è messa in contatto con il giornalista Uri Blau del quotidiano israeliano Haaretz, al quale comunicò tutte le informazioni che possedeva: ammontavano a più di 2.000 documenti. La sua intenzione era quella di denunciare pubblicamente i “crimini di guerra” regolarmente compiuti dall'esercito nei territori occupati.

Riconoscono in Israele impossibilità di perpetuare occupazione della Palestina

Il ministro della Difesa e leader del partito laburista, Ehud Barak, ha ammesso oggi che sarà impossibile perpetuare l'occupazione e la repressione nei territori occupati palestinesi, e ha suggerito una condotta più flessibile da parte del governo sionista. “Israele deve riconoscere che il mondo non tollera più decenni di dominazione sul popolo palestinese”, ha detto il ministro della difesa, mostrando la sua preoccupazione circa i recenti intoppi tra Tel Aviv e Washington in merito al processo di pace in Medio Oriente.

Compreresti beni rubati?

L'organismo di coordinamento dei sindacati britannici, Trades Union Congress (TUC) ha lanciato una campagna per vietare l'importazione di merci prodotte negli insediamenti israeliani in Cisgiordania. La campagna è stata lanciata in collaborazione con la Campagna di solidarietà per la Palestina, con sede in Inghilterra, che mira a sensibilizzare la situazione di occupazione della Palestina e la lotta del popolo palestinese.

Il Festival Internazionale di Clown della Palestina torna a Tenerife nel suo viaggio solidale

Il clown Ivan Prado questa settimana a Tenerife organizzerà nuove azioni per raccogliere fondi e sostegno per il primo Festival Internazionale Clown in Palestina che si terrà a fine ottobre, come riporta l'organizzazione in un comunicato.

Barghouthi ai membri della OCDE: non si approvi la adesione di Israele!

 “Questi nuovi emendamenti adottati dai militari di Israele, di un ordine che risale al 1969, rappresentano un mezzo molto pericoloso, sia dal punto di vista dei contenuti che della tempestività”. Con queste parole, nella conferenza stampa di ieri, il dr. Mustafa Barghouthi ha condannato il nuovo ordine militare presentato dalle autorità israeliane, che prevede che tutti i residenti in Cisgiordania, inclusi i bambini, ottengano un permesso rilasciato in realtà solo agli israeliani.

Grazie

Mi hanno portato ieri di fronte al tribunale per essermi seduto in una casa di un villaggio di beduini non autorizzata, quando l’escavatore già era a contatto con il muro, pronto a demolire la casa. La polizia mi ha tirato fuori di casa e mi hanno arrestato; un paio di anni più tardi, sono stato processato con l’accusa di “disturbo a un pubblico ufficiale”. Ci siamo riuniti, circa 40 di noi, mezz'ora prima del processo. Ci siamo seduti fuori dal tribunale: eravamo ebrei e arabi. Questa non era una battaglia da parte degli ebrei contro gli arabi – ma di tutti noi contro un'ingiustizia potente.

Festival di giovani talenti

L'incontro è stato concepito come un evento unico per la letteratura araba contemporanea e come un tributo alla sua nuova generazione di scrittori poco conosciuti al di fuori del Medio Oriente. L'evento ha riunito 39 autori, tutti sotto i 39 anni, tutti arabi ma provenienti da luoghi diversi come la Tunisia, Sudan, Yemen, Iraq, Palestina, Oman, Libia e Arabia Saudita. Essi erano i vincitori del concorso promosso dal Festival Hay, la cui giuria è stata costretta a scegliere tra 450 opere prima di selezionare coloro che avrebbero partecipato all'appuntamento di Beirut.

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