‘Non assumere lavoratori arabi’. L’ultimo atto razzista in Israele

An-Nasira (Nazareth) – InfoPal. Una preoccupante notizia rivela come in Israele i fatti di razzismo siano sempre più frequenti e violenti.

Ora i cittadini israeliani di fede ebraica chiedono – attraverso una campagna mediatica – il boicottaggio di qualunque forma di rapporto con i palestinesi in Israele (Territori palestinesi occupati nel ’48, ndr), a partire dal commercio e dal lavoro.

“Non assumere ‘arabi’ nei negozi israeliani” è l’ultima iniziativa lanciata da influenti gruppi in Israele.

I quartieri ultra-ortodossi sono stati invasi da volantini e manifesti contenenti l’esplicito invito a non servirsi presso commercianti gestiti o di proprietà “araba”, ovvero palestinese.

“Dobbiamo impedire che i nemici di Israele entrino nelle nostre vite turbandole”, si legge su alcuni di questi annunci pubblici.

La notizia è stata riportata anche dalla radio israeliana con un altro particolare; “dietro queste idee c’è una forte componente religiosa ebraica determinante per istigare le masse di israeliani”.

E, in una sorta di “caccia alle streghe”, che dà luogo a inquietanti reminiscenze, alcune organizzazioni israeliane intanto, starebbero mettendo a punto delle strategie per identificare i lavoratori “arabi” nei centri commerciali da boicottare.

Elisa Gennaro

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