Non entra a Gaza una delegazione di Fatah. Scambio di accuse tra Hamas e Fatah

Gaza – Speciale InfoPal. Ritorna l’ombra sui rapporti tra Hamas e Fatah dopo che, nel fine settimana scorso, una delegazione di quest’ultimo non è stata fatta entrare nella Striscia di Gaza dal valico di Eretz (Beit Hanoun).

Nel gruppo di Fatah c’erano Ruhi Fattouh, a capo della delegazione, Isma’il Jaber, Mohammed al-Madani e Sakher Bseso, membri del Comitato Centrale, i quali hanno raccontato che, per oltre mezz’ora, la polizia palestinese ha confiscato loro i documenti.

In forma di protesta, la delegazione ha fatto ritorno a Ramallah, e mentre la radio locale spiega l’episodio con un atteggiamento di sfida al clima generale di riconciliazione da parte della polizia, dal ministero dell’Interno si nega l’accaduto, e si respinge la tesi del divieto d’ingresso per i rappresentanti di Fatah, affermando invece che questi non hanno atteso al valico più di dieci minuti.

Dal proprio sito web, il ministero di Gaza ha ribadito pubblicamente la propria posizione, e parla di atteggiamenti poco consoni nei confronti degli ufficiali di polizia, in particolare quelli di Sakher Bseso, il quale avrebbe avuto parole di imprecazione e che per questo potrebbe doverne rispondere in tribunale.

A chiarimento dell’accaduto, sul sito del ministero di Gaza si leggono anche altre ragioni: il movimento di Fatah non riconosce ancora pienamente il governo di Hamas a Gaza, e lo scopo di fatti di questa natura è quello di tenere impegnati i mezzi dell’informazione, coprendo i fatti di collaborazionismo tra Fatah e l’occupante israeliano.

Altra atmosfera, invece, si respira nella visita in corso da sabato. Nabil Sha’at, membro del Comitato Centrale di Fatah, si trova infatti nel territorio palestinese assediato per incontrare esponenti di governo e colleghi del proprio partito a Gaza.

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