Non possiamo accettare la propaganda dell’Olocausto nelle nostre scuole

Di Khalid Amayreh. Palestine-info.

 

Alcuni membri dell’UNRWA, United Nations Relief and Work Agency, stanno tentando di inserire “l’Olocausto” tra i soggetti di studio dei programmi scolastici palestinesi della Striscia di Gaza.

Una simile proposta non è altro che un tentativo di placare le richieste di alcuni gruppi filo-sionisti del Nord America e qualcun’altro in Europa, i quali, a più riprese, hanno accusato l’Agenzia dell’ONU di “influenzare” il sistema scolastico palestinese attraverso la divulgazione di ideologie filo-arabe e, politicamente, tendenziose.

Inutile specificare che questa richiesta, ovvero l’introduzione di un soggetto fortemente propagandistico e controverso quale può essere “l’Olocausto” nel contesto palestinese, ha poco a che vedere con obiettivi educativi.

Al contrario, si tratta di una richiesta in linea con la prepotente tendenza sionista ad operare un lavaggio del cervello sui palestinesi, soprattutto sulle nuove generazioni, per far sì che lentamente accettino, o per lo meno, comprendano, le ragioni del Sionismo: odiosa ideologia con molti aspetti in comune col Nazismo, in teoria quanto nella pratica.

Volendo riprendere alcune tra le analisi di personalità accademiche della Striscia di Gaza, i pionieri del Sionismo intendono insegnare ai bambini arabi, almeno inconsciamente, che l’Olocausto è la giustificazione della loro rivendicazione sulla Palestina, al centro del proprio progetto politico colonialista.

Secondo quest’idea perversa, arabi e musulmani dovrebbero accettare, così come ha fatto il resto del mondo, il Sionismo in virtù dei gravi eventi che hanno avuto luogo durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nel frattempo, i sionisti si sono impegnati [sin da prima del 1948, ovvero durante il “Mandato britannico”, ndr] a rubare la nostra terra, hanno distrutto le nostre case e hanno espulso gran parte del nostro popolo che trovò rifugio in ogni parte nel mondo.

Questo tentativo è un furto della nostra memoria; falsificando eventi storici ed obliterando la nostra coscienza storica, i sionisti vorrebbero inculcare la mitologia dell’Olocausto nelle menti dei nostri bambini.

Insomma, vorrebbero convincerci che il genocidio e la pulizia etnica del nostro popolo per mano di terroristi ashkenaziti non sia stato – e non sia -altro che una atto di pura carità, e non un’azione in perfetto stile nazista.

Pur di affermare verità storiche mendaci, vorrebbero vederci versare lacrime per le vittime ebree sulla base di una narrativa storica sottoposta ad un attento esame accademico.

Noi, arabi e musulmani sappiamo bene che molti ebrei furono uccisi per mano nazista tra il 1939 e il 1945. 

Tra le altre cose, sappiamo anche cosa siano Auschwitz, Treblinka, Bergen Belsen ed altri campi della morte.

Quelle morti di essere umani innocenti, lo sterminio di ebrei, ci hanno solo addolorato.

40 milioni di persone perirono durante la guerra europea, e sappiamo che si trattava di gente di buona fede, esseri umani con uguale grado di umanità. È stata una guerra europea o – come affermò Menachem Begin -una guerra in cui “europei uccisero europei”.

Noi siamo palestinesi e non siamo coinvolti proprio perché accadde durante quella guerra.

Ciò su cui non si può pretendere una nostra comprensione è l’utilizzo repulsivo e morboso di quei tristi eventi che il Sionismo fa, in un lento processo, per giustificare agli occhi dei palestinesi l’Olocausto.

Oggi, i cani da guardia del Sionismo ritornano puntualmente ogniqualvolta la narrativa dell’Olocausto viene messa in discussione da storici ed accademici.

Essendo stato dogmatizzato in un “tabù definitivo”, si riscontra che in qualche Paese europeo è illegale anche solo avanzare una semplice domanda su questo argomento.

In breve, si potrebbe criticare chiunque: Dio, Gesù e il Profeta Muhammad, mentre invece si richiede di riflettere almeno un milione di volte prima di fare una domanda sul sacrosanto Olocausto.

In Europa, oggi, chiunque può liberamente attaccare la figura del Profeta Muhammad che predicava l’uguaglianza tra gli esseri umani: tutti.

Gesù che disse “l’umile erediterà la terra” è invece un omosessuale dal carattere osceno.

Anche l’Onnipotente, ridicolizzato, è fatto oggetto di derisione.

Soltanto l’Olocausto non può essere giudicato.

È il moderno vitello d’oro il cui status è più inviolabile di qualunque altro soggetto.

Si tratta di un tabù o un mantra funzionali a giustificare qualsiasi crimine passibile: questo tabù invece va calpestato.

La condanna di realtà sataniche attuali quali il nazi-sionismo, incarnato dal criminale stato israeliano, non ci rende ciechi o negazionisti della memoria di quegli innocenti ebrei uccisi dal Nazismo tedesco.

Tuttavia, lo sfruttamento virulento e gratuito che il Sionismo fa della memoria degli ebrei uccisi nel corso della Seconda Guerra Mondiale va denunciato con la massima determinazione.

Non è legittimo forzare un’identificazione con le legittime vittime del Nazismo.

Dopo tutto, il nazismo ebraico non agisce e non è moralmente attrezzato al punto da rappresentare una sfida a quello tedesco, da un punto di vista morale.

I tedeschi inventarono lo slogan secondo cui i sionisti “invocavano il popolo eletto”. I tedeschi parlavano di Untermenschen/razza inferiore e Ubermenschen/razza superiore, mentre i sionisti parlano di Ebrei e Goyem/non ebrei.

I tedeschi parlavano di Lebensraum o “spazio vitale”, mentre gli ebrei sionisti insistono sul “diritto di poter vivere ovunque, di cui godono gli ebrei”.

L’allusione qui è evidente: gli ebrei sionisti hanno il diritto di pretendere e di derubare la terra che appartiene ad un altro popolo.

In breve, il Sionismo e il Nazismo tedesco sono più o meno due facce della stessa medaglia.

Pochi giorni fa, a Londra, l’organizzazione Amnesty International ha accusato i Paesi occidentali di restare silenti ed inermi di fronte ai crimini commessi contro l’umanità dal perfido bambino viziato quale è Israele.

Amnesty ha ricordato i crimini israeliani contro la popolazione di Gaza: “insieme ad altro, sono stati sferrati attacchi indiscriminati e sproporzionati contro civili, mirando ed assassinando personale medico, usando civili palestinesi come ‘scudi umani’ e lanciando, anche qui, indiscriminatamente, fosforo bianco sulle zone residenziali di un territorio densamente popolato. Furono assassinati circa 1.380 palestinesi, di cui 330 bambini”.

Il vergognoso silenzio e l’immobilità del Vecchio Continente, poggiano anzitutto sul noto senso di colpa che si prova per l’Olocausto.

Fatta eccezione per pochi uomini e donne coraggiosi, dotati di una coscienza morale attiva, senza problemi ad esprimersi onestamente anche quando ci sono di mezzo gli ebrei, questa è la ragione per cui l’Europa permette ad Israele di condurre un genocidio ed una pulizia etnica contro i palestinesi disarmati, pur si rifuggire dalle accuse di “antisemitismo”.

Qualcuno in Europa ha pronunciato appena qualche parola contro l’ultimo dei crimini sionisti, quello consumatosi nel mar Mediterraneo.

Ma niente di più.

Atteggiamenti antisemiti sono sbagliati, ma questo è cieco sostegno al nazi-sionismo incarnato da un’odiosa entità quale è Israele.

Questo è uno dei motivi per cui, palestinesi, arabi, musulmani e il resto del mondo, devono astenersi dall’introdurre la propaganda sionista nei programmi scolastici.

Esistono già ebrei sionisti e cristiani sionisti.

Non abbiamo bisogno di realtà come musulmani sionisti.

A lungo, siamo stati tormentati da questi mercanti menzogneri, leader mondiali di morte e mendacità, e spesso lo hanno fatto – direttamente o non – per mezzo di organismi internazionali, proprio come l’UNRWA.

In ultima analisi, l’UNRWA non ha alcun diritto di indicare ciò che i nostri bambini devono o non devono imparare.

Quest’Agenzia dell’ONU non deve svolgere alcun ruolo politico; lo dispone il suo mandato che riconosce invece all’ente il compito di autare e non di indottrinare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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