Non si arresta il raid israeliano contro il campo profughi di Al-'Ain. Ucciso un altro palestinese.

Nablus – Infopal

Prosegue da oltre 20 ore l’invasione israeliana del campo profughi di Al-‘Ain, a ovest di Nablus. I militari sparano alla cieca e assaltano le abitazioni facendone esplodere i muri. Situazione drammatica per la popolazione. Un cittadino crivellato di colpi alla testa.

Questa mattina, fonti mediche hanno riferito che le forze di occupazione hanno sparato contro il cittadino Adib Salim ad-Damuni, 38 anni, mentre si trovava all’interno della sua abitazione, nel campo profughi al-‘Ain, uccidendolo. Ad-Damuni è stato raggiunto da numerose pallottole alla testa. Era il fratello di Jamal, uno dei capi di al-Qassam, ucciso a Nablus dalle forze israeliane all’inizio dell’Intifada di Al-Aqsa.

Adib Salim ad-Damuni aveva problemi a una gamba e una mano a seguito di un incidente stradale occorsogli da piccolo. Era sposato e padre di un figlio, Muath.

Osservatori palestinesi hanno messo in guardia la popolazione del campo profughi della possibilità che l’esercito israeliano possa commettere un massacro contro gli attivisti della resistenza. Infatti, l’invasione dura ormai da più di venti ore e l’area è sottoposta a duri attacchi e intense sparatorie.

I soldati di Israele passano da una casa all’altra, dopo aver fatto saltare in aria muri. Le esplosioni causano ingenti danni.

Ancora questa mattina, quando l’articolo è stato scritto, si sentivano gli spari nel campo profughi e forti esplosioni. I droni israeliani sorvolano incessantemente il cielo.

Il dott. Ghassan Hamdan, responsabile Medical Relief di Nablus, ha definito l’invasione delle forze di occupazione come "molto dura" e ha spiegato che i cittadini sono sottoposti a condizioni molto difficili e preoccupanti.
Hamdan ha aggiunto che sono stati lanciati diversi appelli alle associazioni per la difesa dei diritti umani affinché intervengano per fermare le aggressioni delle forze di occupazione.

La popolazione è stata colta di sorpresa dall’invasione ed era impreparata.

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