Nonostante la situazione di conflitto interno, Fatah e Hamas si stanno avvicinando a un accordo.

Fonti all’interno di Fatah e di Hamas hanno rivelato che sono vicine al raggiungimento di un accordo per la formazione di un governo di unità nazionale, in un modo mai accaduto prima.

 

Il portavoce della presidenza, Nabil Abu Rudaineh, ha dichiarato qualche giorno fa al giornale londinese Al-Hayat che “le posizioni sono più chiare e più precise, nonostante i mediatori – il deputato indipendente Ziyad Abu Amro e Khaled Salam, ex consigliere economico del defunto presidente Yasser Arafat – stiano effettuando un nuovo tentativo di dialogo con il capo dell’ufficio politico di Hamas, Khaled Misha’al, a Damasco.

Abu Rudaineh prevede che i risultati di queste trattative emergeranno nel giro dei prossimi giorni, sottolineando che stanno lavorando sulla formulazione del programma politico del governo.

 

Secondo fonti informate, in queste trattative si sta cercando una via d’uscita dalle divergenze tra le due parti per ciò che riguarda il rispetto, da parte del governo, degli accordi presi dai precedenti. Hamas, infatti, propone di trasformare la parola “impegno” con “rispetto”.

 

I risultati di questi negoziati decideranno il destino dell’incontro a Mecca.

In caso di raggiungimento di un accordo, il presidente Mahmoud Abbas, il capo dell’Ufficio politico di Hamas, Khaled Misha’al, e il premier Ismail Haniyah si riuniranno per firmare lo “storico” accordo.

Nel caso non venga raggiunto, un’altra delegazione si dirigerà in Arabia Saudita per effettuare trattative che dovranno terminare con un comunicato simile a quello emanato alla fine dell’incontro tra Abbas e Misha’al, a Damasco, due settimane fa.

Un personaggio molto vicino al detenuto Marwan Barghuthi, Qaddura Fares – considerato uno dei giovani dirigenti più in vista del movimento di Fatah – ha cercato di ristabilire la fiducia tra Al-Fatah e Hamas durante la sua ultima visita in Siria e il suo incontro con Misha’al.

 

Fares ha dichiarato a Al-Hayat che le due parti sono vicine ad arrivare ad un accordo per quanto riguarda il programma di governo e il ministero degli Interni. E ha aggiunto: “Se la differenza è tra “impegno” e “rispetto”, da parte del governo, degli accordi precedenti, credo che il problema sia già risolto, e le due parti possono passare al punto successivo, cioè nominare i ministri.

Ha aggiunto che Misha’al lo ha informato che accetterà la divisione tra il programma politico di Hamas e il programma politico del governo. I ministri dovranno rispettare il programma del loro governo.

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