Norman Finkelstein alla Conferenza del Palestinian Return Center: ‘Israele ha commesso crimini di guerra a Gaza’.

Il prof. Norman Finkelstein accusa Israele di aver commesso crimini di guerra, sia con l’aggressione di un anno fa sia con l’embargo in corso.

Quest’accusa è stata lanciata nell’ambito di una Conferenza internazionale dal titolo “L’UNRWA e il futuro dei rifugiati palestinesi”, organizzata a Londra, il 16 dicembre 2009, dal PRC -Palestinian Return Centre.

Il discorso del prof. Finkelstein è cominciato con un ricordo  del primo anniversario dall’aggressione israeliana.

Le cause e gli effetti dell’embargo vanno evidenziandosi sempre più: prima vi è stato il Rapporto Goldstone, poi il mandato d’arresto emesso dal Regno Unito contro Tzipi Livni, la quale s’è detta “orgogliosa per tutto quel che ha fatto a Gaza”.

Finkelstein ha rilevato che il cessate-il-fuoco tra Israele e Hamas, concordato nel giugno 2008, è stato rotto da Israele, non da Hamas. Quest’ultimo, infatti, aveva fermato il lancio di razzi, ma Israele continuava a mantenere il blocco illegale su Gaza, colpendola addirittura con un attacco, il 4 novembre, mentre il mondo era ‘distratto’ dalle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Sei miliziani di Hamas rimasero uccisi in quell’occasione, provocando la risposta del movimento di resistenza islamica, che riprese a lanciare i suoi razzi, i quali, più che una “violenza” rappresentano un atto simbolico di resistenza.

Finkelstein cita al proposito le dichiarazioni di un palestinese che descrive i razzi di Hamas come “modesti razzi artigianali, che però provocano proteste e lagnanze in tutto il mondo”. Finkelstein ha perciò detto che se condanniamo Hamas per il lancio di questi razzi, dovremmo anche dire come sarebbe altrimenti possibile sostenere la pressione rappresentata dall’oppressione continua, dall’embargo e dai continui attacchi israeliani. “Se non siamo in grado di fornire un’alternativa, non possiamo nemmeno criticare”.

Discutendo dell’assedio a Gaza nei dettagli, Finkelstein ha sottolineato la sproporzione degli attacchi israeliani rispetto a quelli palestinesi. Il rapporto generale delle vittime è di oltre100 a 1; 600 civili palestinesi uccisi a fronte di un solo civile israeliano; 6.000 case palestinesi distrutte ed una sola israeliana! Su queste basi, questa situazione non può essere chiamata “guerra”, perché come condizione minima di una “guerra” devono esserci due parti che si sparano a vicenda. Anche alcuni militari israeliani hanno dichiarato che Israele ha fatto uso di una “insensata potenza di fuoco”.

Israele proclama che l’estensione delle morti e delle devastazioni a Gaza è dovuta all’uso di “scudi umani” da parte di Hamas, che li piazzerebbe in aree densamente abitate, ma Human Rights Watch, Amnesty International, il Dugard Committee e anche il Rapporto Goldstone hanno smentito queste affermazioni, poiché sul terreno non hanno trovato alcuna prova che le confermi.

Il Rapporto Goldstone riferisce che vi è stato un “deliberato e sproporzionato attacco mirato a punire, umiliare e terrorizzare la popolazione civile”. Finkelstein afferma inoltre che dobbiamo pensare che Goldstone, in quanto egli stesso ebreo, non avrebbe alcun interesse a criticare senza motivo Israele. Bisogna dunque prendere atto che quel che Goldstone ha riferito è piuttosto un’accurata riflessione sugli abusi commessi da Israele ed un’attribuzione di responsabilità per quel che è accaduto a Gaza.

Il Rapporto Goldstone, che per questo motivo ha attirato così tanta attenzione, ha invece, per la prima volta, messo al primo posto in questo conflitto l’accertamento delle violazioni dei diritti umani, e non il cosiddetto “processo di pace”. La verità sulle attuali violazioni dei diritti umani commesse dagli israeliani sui palestinesi dev’essere quindi posta in cima alle nostre preoccupazioni, cosicché ci possiamo predisporre ad un’azione adeguata.

 

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