Notte di terrore nel campo di Jenin: i militari israeliani assaltano una casa piena di bambini.

Da: http://arabic.pnn.ps/index.php?option=com_content&task=view&id=10180&Itemid=35

Questa mattina alle 2, le forze di occupazione israeliane hanno invaso il campo profughi di Jenin e hanno posto l’assedio per ore alla casa del dott. Ahmed Farid Hourieh, un farmacista, tenendo la famiglia in ostaggio.

La famiglia è stata svegliata alle 2 dalle urla dei soldati israeliani al cancello dell’abitazione, che imponevano di uscire immediatamente minacciando di bombardare l’edificio.

Nella casa ci sono cinque appartamenti, pieni di bambini e anziani. 40 soldati con le armi puntate hanno accerchiato la palazzina e hanno costretto tutti, compresa una bambina gravemente malata, a uscire al freddo della notte.

20 veicoli militari sparavano alla cieca contro le altre case.

Il dott. Hourieh ha raccontato: "I soldati hanno costretto le donne, i bambini piccoli e i giovani a sedere per terra, nonostante il freddo. Mia moglie ha dato loro il nome della bimba malata ai reni e al fegato, dicendo loro che portarla al freddo sarebbe stato intollerabile. Ma loro hanno rifiutato di lasciarla in casa. Hanno impedito a tutti di andare in bagno per ore. Mia figlia piangeva per il dolore causato dalla sua malattia, ma non l’hanno lasciata muovere”.

Le forze israeliane hanno assaltato la casa usando cani da attacco: “Abbiamo sentito gli spari e i soldati che interrogavano i miei figli dicendo che c’erano dei ‘ricercati’ nella casa".

I soldati hanno poi passato quattro ore a perquisire e distruggere la casa e gli interni – mobili, abiti, frigoriferi, pentole, ecc. "E’ stata una scioccante violazione dei più elementari diritti – ha raccontato il farmacista – vedere gli effetti della distruzione lasciata dai militari. Questo è ciò che fanno”.

Le piastrelle sono state staccate dal pavimento, i mobili ridotti a pezzi dai proiettili, olio, farina, riso versati per terra. Hourieh ha aggiunto: "Nessuno nella nostra famiglia era nella loro lista di ‘ricercati’ e nessuno è stato arrestato". Tuttavia, hanno distrutto l’abitazione.

Il figlio più grande, Iyad, ha dichiarato: "E’ chiaro che l’occupazione vuole punire tutte le famiglie palestinesi senza motivo, sparando a tutto, distruggendo i nostri sensi e terrorizzando i bambini. Distruggono ogni aspetto della nostra vita, ora con il pretesto della caccia al ‘ricercato’. Hanno distrutto l’olio da cucina e la farina di mia madre, hanno sparato ai nostri vestiti. E’ chiaro che si tratta di un persecuzione generale, cieca e terribile, Sono gli atti di un’occupazione e di assalti continui contro il campo profughi di Jenin”.

Dall’aprile del 2002, data del terribile massacro, le forze israeliane hanno invaso il campo profughi tutti i giorni.

 

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