Nuova legge in Israele vieta ai palestinesi di manifestare lutto e dolore il 15 maggio, giorno della Nabka (l’olocausto palestinese)

Nuova legge in Israele vieta ai palestinesi di manifestare lutto e dolore il 15 maggio, giorno della Nabka (l’olocausto palestinese)

Una nuova legge in Israele rende crimine la commemorazione di ciò che i Palestinesi chiamano “Nakba”, la catastrofe del loro sradicamento e pulizia etnica dalla Palestina, con la creazione dello Stato sionista nel 1948. La Knesset, il Parlamento israeliano, ha ratificato la “legge Nakba” già alla prima lettura.

Saranno imposte penalità a chiunque mostri il 15 maggio, segni di tristezza e di lutto dentro i confini (indefiniti) di Israele; in quella data i palestinesi ricordano la creazione della crisi dei rifugiati.

La radio ebraica ha riportato questa settimana che la legge va intesa per fermare il lutto delle persone per ciò che per Israele è il Giorno della Indipendenza; atti commemorativi, viene rilevato, sono equivalenti a “negare il carattere ebraico di Israele e insultare i simboli dello Stato”.

La radio ha fatto notare che le sanzioni possono ammontare a 3 volte tanto le spese dei programmi commemorativi.

Secondo il commentatore, è ironico che questa legge sia passata in un momento in cui Israele si sta lamentando dei tentativi di “delegittimare” lo Stato sionista. Ecco qui un esempio – ha detto
– di Israele che de-legittima i Palestinesi della loro cultura e terra”.

http://www.politicaltheatrics.net/2010/02/new-israeli-law-forbids-palestinians-from-mourning-or-showing-signs-of-sadness/

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