Nuovi orizzonti di guerra in Medio Oriente. Di G. Chiesa.

di Giulietto Chiesa da E polis – 3-7-06

Il medio oriente sta entrando a vele spiegate in una nuova guerra su
grande scala. Bisogna essere ciechi per non vedere i sintomi, che sono
chiari: l’Autorità Palestinese non esiste più. Gaza è diventata un
poligono di tiro dell’esercito israeliano. In Libano cominciano a
saltare in aria le colonne UNIFIL delle forze dell’ONU (per ora agli
italiani è andata bene), mentre strani gruppi terroristici attaccano
l’esercito libanese.
La puzza di bruciato cresce. La guerra si estende in Irak; la Turchia
pensa a un prossimo intervento nel Kurdistan iracheno; gli Usa e
Israele tengono i motori accesi per un prossimo intervento militare
contro l’Iran.

Il governo israeliano decide di restituire, finalmente circa 600
milioni di dollari che teneva illegalmente sequestrati ai palestinesi
dal gennaio 2006, data della straripante vittoria elettorale
(regolare) di Hamas. Ma quei soldi non andranno ai palestinesi, bensì
al signor Abbas, presidente del nuovo Bantustan della West Bank.

I palestinesi, non solo quelli che muoiono trincerati a Gaza, ma anche
la maggioranza degli altri, lo considerano già un traditore della loro
causa. L’Europa ha già deciso di schierarsi con Abbas, per cui
condividerà con lui il disprezzo e l’odio dei disperati.

E sempre l’Europa, con notevole faccia di bronzo (quella di Javier
Solana) invita alla concordia. Ma tra chi e chi? Siamo stati noi
europei, insieme agli USA, a derubare i palestinesi del legittimo
governo che si erano scelto, votando come gli avevamo chiesto.

Ieri International Herald Tribune scriveva: la politica israeliana,
"insieme all’embargo occidentale dell’aiuto al governo di Hamas, fu
messa in atto con l’obiettivo di indebolire il governo e farlo cadere".

Siamo davvero molto democratici, noi europei. Solo che i palestinesi
hanno eletto i loro candidati e non i nostri, per cui li abbiamo puniti.

A Israele nessuno dice niente, nessuno rimprovera niente. Neanche
l’occupazione delle terre palestinesi che continua dal 1967. Neanche
gl’insediamenti dei coloni, che continuano. Neanche il muro.

Se non ci sono due stati in Palestina è perchè Israele non lo vuole e
gli Stati Uniti nemmeno. L’Europa dice di volerlo, ma non ha il
coraggio di essere coerente. Non ha neanche il coraggio di dire con
franchezza a Israele che non potrà costruire il suo Bantustan con Abu
Abbas, senza cessare l’occupazione. E se volessero ripetere le
elezioni Fatah perderebbe di nuovo. Si annuncia la guerra, e una nuova
Intifada.

Che tristezza, per loro e per noi. Che vergogna per noi!

http://www.giuliettochiesa.it/modules.php?name=News&file=article&sid=268

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