Nuovo ministro degli Interni per il governo Haniyah

 
Gaza – Infopal. Il governo palestinese guidato dal primo ministro Isma‘il Haniyah a Gaza ha annunciato martedì sera la partecipazione del nuovo ministro degli Interni, Fathi Hammad, alla riunione settimanale del governo. Il nuovo entrato succede a Sa‘id Siyam, ucciso durante la guerra d’Israele contro la Striscia di Gaza il 15 gennaio 2009.
Il ministro Hammad, dopo la riunione del gabinetto, ha dichiarato che “lavoreremo per servire il popolo palestinese, mantenere la sua unità e realizzare le sue aspirazioni”, sottolineando la sua stima per il suo predecessore e “per il grande ruolo che ha avuto nella creazione e nello sviluppo delle forze di sicurezza nazionale, orgoglio dei Palestinesi”. Ha infine aggiunto: “Chiediamo a Dio onnipotente di aiutarci in questo grande lavoro”.

Intanto, in vista del suo arrivo previsto per la prossima settimana, il governo ha invitato Papa Benedetto XVI a visitare la Striscia di Gaza, per poter essere testimone dei crimini di guerra commessi dalle forze di occupazione israeliane contro i civili. 

In un altro contesto, sono stati invece lodati gli sforzi fatti per porre fine alle divisioni politiche interne, invitando a far riuscire il dialogo in corso al Cairo, e nello stesso tempo si è messo in guardia “il potere di Ramallah” dall’ostacolarlo con le sue azioni illegittime, quali gli arresti dei cittadini palestinesi in Cisgiordania e la formazione di un nuovo governo al di fuori del quadro previsto dalla legge.
Un invito è stato poi rivolto alla comunità internazionale perché agisca contro il terrorismo e l'estremismo crescenti tra i leader d’Israele, impedendo loro di commettere ulteriori crimini contro il popolo palestinese. A questo proposito, il governo ha espresso la sua condanna nei confronti dei continui bombardamenti ai danni della Striscia di Gaza e delle continue invasioni delle città della Cisgiordania, avvertendo delle conseguenze negative che queste offensive potrebbero avere su vari livelli.
La condanna del governo ha colpito anche le pratiche di ebraicizzazione della città occupata di Gerusalemme e il tentativo di demolire la moschea di al-Aqsa; a questo propostio, il team di Haniyah ha chiesto alla nazione araba ed islamica di prendere posizioni chiare e di contribuire in modo concreto alla protezione dei luoghi santi della città dalla loro dissacrazione e distruzione.
L’esecutivo ha inoltre notato come le istituzioni internazionali, in particolare le Nazioni Unite e il loro Segretario Generale Ban Ki-moon, si siano sottomesse alle pressioni israeliane e sioniste per fermare l'inchiesta relativa ai crimini perpetrati dall’occupazione durante il recente conflitto, e ha sottolineato la necessità di perseguire i criminali di guerra.
Dopo le critiche, gli apprezzamenti: la decisione della giustizia spagnola di processare gli assassini di Shaykh Salah Shahada è stata considerata “un passo nella direzione giusta”, con l’auspicio che anche “la giustizia libera e trasparente” degli altri stati segua l’esempio.
Lodati anche gli sforzi profusi in favore dell’unificazione interna da padre Manuel Musallam, parroco cattolico della Striscia di Gaza: sforzi che, tra le altre cose, dimostrerebbero le buone relazioni esistenti tra musulmani e cristiani di Palestina, “figli dello stesso popolo e legati agli stessi valori”.

Varie iniziative sono state infine adottate per porre un limite alle sofferenze dei Palestinesi che stanno subendo l'assedio israeliano.

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