Nuovo rapporto del Pchr sulle punizioni collettive ai danni della Striscia di Gaza

Il Centro palestinese per i diritti umani (Pchr) ha pubblicato martedì un nuovo report sulla “Chiusura illegale della Striscia di Gaza: punizione collettiva della popolazione civile”.

La chiusura assoluta di Gaza fu imposta da Israele in seguito alla salita di Hamas al potere, nel giugno 2007. Da più di tre anni e mezzo, questa forma estrema di assedio viene quindi applicata ai danni della cosiddetta “entità ostile” quale è la Striscia di Gaza, isolando 1,7 milioni d'individui dal mondo esterno.

Agli abitanti di Gaza non è permesso viaggiare, con poche eccezioni legate perlopiù a ragioni umanitarie. Le importazioni dentro Gaza sono state proibite, al di fuori di limitate quantità di beni di base, principalmente alimenti – anche questi per motivi “umanitari”. Israele impone inoltre un divieto totale all'esportazione dei prodotti della regione.

Queste 100 pagine di report illustrano l'impatto devastante dell'attuale chiusura assoluta di Gaza a livello socio-economico, e la negazione dei diritti umani fondamentali dell'intera popolazione della Striscia.

Un tale impatto fu esasperato dall'operazione militare israeliana del 27 dicembre 2008 – 18 gennaio 2009 (dal nome in codice “Operazione Piombo Fuso”), che uccise e ferì molti civili palestinesi e distrusse case e infrastrutture civili, tra cui scuole, ospedali e industrie. In seguito all'offensiva, Israele rifiutò illegalmente di aprire le frontiere di Gaza, impedendo così il passaggio dei beni necessari al recupero e alla ricostruzione. Nulla è cambiato nella sostanza neanche dopo il presunto “alleggerimento” dell'embargo, annunciato da Israele dopo il suo attacco mortale alla flotilla umanitaria diretta a Gaza, il 31 maggio scorso.

Metà della popolazione della regione è ora disoccupata, con quattro famiglie su cinque che dipendono per la loro sussistenza dagli aiuti “umanitari”. Il 95% degli stabilimenti industriali hanno chiuso o sospeso il lavoro a causa delle limitazioni imposte all'importazione di materiali grezzi, e del divieto alle esportazioni. Secondo fonti Onu, il livello di povertà nella Striscia è tra i più alti al mondo.

Negando a una popolazione la possibilità di lavorare e il diritto agli spostamenti; privando le famiglie della capacità di ricostruire le proprie case in macerie; costringendo gli individui a rinunciare a tradizioni vecchie di generazioni, un'intera popolazione è stata ridotta a “problema umanitario”, punita per atti dei quali non ha alcuna responsabilità.

L'assedio rappresenta dunque una punizione collettiva, e una palese violazione degli obblighi d'Israele di fronte alla legge umanitaria internazionale.

La situazione nella Striscia non può essere isolata dal contesto dell'occupazione del territorio palestinese. Allo stesso modo, la politica di embargo non è un fenomeno nuovo, o limitato a questa regione. Da quasi vent'anni, Israele sta assoggettando tutti i Territori Palestinesi occupati a una politica illegittima di limitazioni.

Questo report mostra nel dettaglio le responsabilità delle autorità israeliane nell'attuazione di queste pratiche illegali, che violano i principi fondamentali della legge umanitaria e i diritti umani di base della popolazione palestinese.

La comunità internazionale ha il dovere di adottare delle misure che pongano fine all'assedio, illegale e criminale per sua stessa natura. Le Alte parti contraenti delle Convenzioni di Ginevra hanno a loro volta il dovere di rispettare e assicurare il rispetto delle Convenzioni stesse. Questo implica anche indagare e processare i responsabili delle infrazioni, portandoli di fronte ai rispettivi tribunali nazionali (Art. 147, quarta Convenzione).

Non seguendo questa strada, la comunità internazionale si addossa la responsabilità della crisi “umanitaria” che è stata creata da forze esterne e che sta distruggendo Gaza, oltre che delle gravi violazioni della legge internazionale perpetrate ai danni della popolazione civile palestinese.

Per ulteriori dettagli e informazioni, contattare:

 

Raji Sourani, direttore

pchr@pchrgaza.com

Chantal Meloni, Unità legale internazionale

chantal@pchrgaza.org

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